Risalire dalla fossa

Un giorno una parola – commento a Giona 2, 7

 

 

Sono sprofondato fino alle radici dei monti, la terra ha chiuso le sue sbarre su di me per sempre; ma tu mi hai fatto risalire dalla fossa, o SIGNORE, mio Dio!

Giona 2, 7

 

Pietro gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto». Egli subito si alzò

Atti degli Apostoli 9, 34

Pochi giorni fa sono stata nella commissione d’esame di una scuola media. È un esame piccolo piccolo, ma è un rito di passaggio. I ragazzini che lo superano (praticamente tutti, dato che è buona norma non ammettere chi non è in grado di superarlo) si lasciano indietro in modo definitivo una parte di sé. E se vi sembra una cosa facile, pensatevi quattordicenni, con la testa legittimamente piena di mosche, alle prese con la prima Prova.

 

I quattordici anni si dimenticano presto. Ho salutato uno di loro, di nome Younes, Giona, dopo un esame ben curato, al termine di tre anni di lavoro ben fatto, proprio con questo versetto. Era l’ultimo scherzo tra noi due sul suo nome e sulla balena (“pesce” nel testo biblico), lui ha capito e mi ha sorriso (Younes sorride bene, un po’ malinconico). Nonostante la sua sicurezza apparente, era stata la sensazione che aveva appena provato: quella era stata la sua prima prova da adulto, e noi eravamo l’amorevole balena che lo ha trascinato nell’abisso, un piccolo abisso per un piccolo ragazzino amato e ben curato da una famiglia modesta e gentile, che si merita tanto dalla vita, e ha buone possibilità di conseguire dei risultati.

 

Insieme a lui, negli stessi banchi, sono passati e passano tanti compagni dalle vite non semplici, chi è fuggito con la famiglia da guerra e povertà, chi si nasconde da situazioni orrende, chi ha preso coltellate, chi ha perso un genitore, chi si è trovato un brutto giorno la porta di casa chiusa e la famiglia sparita e ha dovuto telefonare al soccorso pubblico per sapere dove passare la notte. A tutti loro, che sono e sono stati miei figli per due ore la settimana e per tre anni, e che sto perdendo e perderò, e a quelli che come loro già piccoli sono stati trascinati nell’abisso fino alle radici dei monti, ma anche a quelli che come Younes stanno iniziando le loro battaglie con la vita con coscienza e onestà, auguro che il Signore li protegga e che ispiri un amorevole Pesce che li deponga su spiagge tranquille. Amen.