Perosa Argentina: un Comune che prova a ripartire
A colloquio con la sindaca, per capire quali siano le criticità e i punti di forza dell’ente posto alla confluenza fra Chisone e Germanasca
È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di giugno del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di www.riforma.it. Il numero contiene un dossier dedicato al Comune di Perosa Argentina, in val Chisone.
Nadia Brunetto è al suo secondo mandato come prima cittadina di Perosa Argentina, in val Chisone, nel punto in cui si dirama la tortuosa val Germanasca; prima donna sindaco dopo una forte polarizzazione e alternanza fra il centrosinistra di Giovanni Laurenti e la Dc di Renzo Furlan che hanno monopolizzato gli ultimi decenni di governo di Perosa.
Le liste civiche hanno quindi preso il sopravvento. «Io parlo con tutti, come deve essere in un Comune come il nostro», esordisce Brunetto, che ci accoglie al primo piano dell’imponente Palazzo comunale.
«Perosa Argentina ha vissuto nel passato un ruolo importante a livello amministrativo, essendo un “mandamento”, con tanto di carceri. Oggi ci troviamo a gestire questi ampi spazi così come quelli delle scuole. A livello educativo il discorso però è diverso: la popolazione di Perosa ha raggiunto il picco negli anni ’60 con le manifatture in piena produzione e oltre 4500 residenti. Oggi siamo circa 3000 e dalle cinque sezioni di elementari siamo passati a due, a sottolineare come sia cambiata la popolazione. Che oggi però ha trovato una stabilità e non è più in decrescita ma vede una lenta risalita. Sono per lo più persone che tornano e persone che scelgono questo luogo per questioni prettamente economiche (ma questo ricade poi spesso sui servizi sociali, in quanto situazioni delicate)».
La qualità della vita è rimasta alta. «Abbiamo tutti i servizi essenziali – continua Brunetto –: dalle già citate scuole agli sportelli bancari, la piscina di valle [di cui parliamo a parte, nda] e molte associazioni di volontari; anche a livello sanitario i medici di base si sono riuniti in un’unica struttura garantendo così un servizio coordinato e molto puntuale: una sorta di Casa della Comunità ante litteram».
Ma non ci sono soltanto gli aspetti positivi da considerare. Perosa Argentina è stata colpita da numerose alluvioni, disastrose. L’ultima 10 anni fa, nel 2016. «Il nostro territorio è molto esteso e particolare. Dal fondovalle vicino al Chisone alle creste delle montagne di 2300 metri: abbiamo nel corso degli anni subito diversi fenomeni molto importanti dal punto di vista idrogeologico e stiamo preparando un momento per ricordare l’evento di 10 anni fa e per raccontare della conclusione dei vari lavori effettuati per un importo che si aggira attorno agli 11 milioni di euro». Si lavora molto anche sulla prevenzione. «Abbiamo ancora delle pratiche aperte per la messa in sicurezza di alcuni rii su tutta la loro lunghezza ma la sensazione, che è mutata nel corso degli anni, è che le risorse per questo tipo di interventi siano decisamente più esigue rispetto al passato».
E invece con i “vicini di casa” i rapporti come sono? Perosa Argentina, lo ricordiamo, è divisa dal torrente Chisone da Pomaretto e percorrendo la Strada Provinciale 23 del Sestriere, c’è quasi continuità urbana da Villar Perosa, passando per Pinasca (e Inverso Pinasca). «Come Unione montana ci vediamo quasi ogni settimana; c’è spazio però per fare molto di più e forse è un po’ carente la progettualità di più ampie vedute. Ci sono tre grandi Comuni che sostengono un po’ tutti gli altri».
Parlando sempre di strade il centro cittadino è attraversato proprio dalla suddetta Provinciale: è un punto debole o ci sono anche dei vantaggi? «In passato si è parlato di una galleria per evitare il centro e poi in tempi più recenti di una circonvallazione sulla destra orografica a cui si oppose il sindaco Laurenti. Oggi, con il senno di poi, mi sento di dire che fu una scelta corretta. Infatti, se da un lato è vero che abbiamo traffico in centro, questo porta anche le persone a fermarsi e a rendere più vitali i nostri esercizi commerciali. A Porte invece, con la costruzione delle gallerie, traffico e persone sono state deviate dal centro. Bisogna anche poi sottolineare che il flusso verso Sestriere nei mesi invernali è diminuito, soprattutto perché è cambiata la tipologia di utilizzatori di impianti e seconde case. Moltissimi, che economicamente possono permetterselo, passano dalla val di Susa, con l’autostrada».
Un sogno nel cassetto che avete come amministrazione? Che ha lei come sindaca? «Sicuramente la valorizzazione di quel grande complesso che è la Manifattura ormai abbandonata da decenni. È sufficiente guardare una foto aerea per rendersi conto di quanto sia una presenza “ingombrante” e di quanti spazi per la cittadinanza, oltre che per aziende, potrebbero esserci con una riqualificazione. Sono anni che ci stiamo muovendo in questa direzione e sono davvero molte le proposte che ci sono arrivate ma nessuna percorribile. Ora le cose sembrano essersi incanalate verso uno sviluppo potenzialmente interessante per tutto il Comune. Staremo a vedere», conclude Brunetto.