Aver cura significa anche innovare

Torre Pellice, festa per la conclusione dei lavori al Collegio valdese

 

Un pomeriggio di festa al Collegio valdese di Torre Pellice per solennizzare la fine degli importanti lavori di riqualificazione e consolidamento, in particolare in materia di antisismica e di risparmio energetico. Venerdì 5 giugno studenti e genitori, corpo docente e Comitato di gestione del Liceo, con il concorso dell’Associazione Amici del Collegio, che ha anche allestito un rinfresco nel giardino dell’istituto, si sono ritrovati per ripercorrere con il pubblico presente questi mesi che sono stati molto particolari.

 

Avviati in settembre, i lavori già illustrati nel corso della cerimonia di apertura dell’anno scolastico, sono proseguiti per alcuni mesi: si è trattato quindi, per chi studia e per chi insegna, ma anche per il personale amministrativo e non docente, di una fase complessa, con il trasferimento dei materiali e delle suppellettili (e relativo “viaggio di ritorno” a lavori finiti), affrontata anche con il concorso della Commissione logistica della chiesa valdese locale e naturalmente con lo svolgimento delle lezioni in sedi provvisorie,

 

L’esperienza, pur faticosa, è stata importante e anche formativa: una scuola non coincide sempre e solo con le proprie mura, ha detto la preside Alessia Passarelli, «restituiamo alla comunità un luogo che costituisce memoria e relazioni»; e il pastore Davide Rostan, a nome della Tavola valdese, ha aggiunto che si è fatta un’esperienza di «sperimentazione di scuola itinerante»: chi studia ha potuto prendere visione (nella Biblioteca della Casa valdese, e nei suoi spazi di accesso, alla Casa unionista, al Centro culturale valdese) dell’attività che vi viene svolta, incrociandosi giornalmente con chi vi lavora. Un incontro utile, da cui si impara come funziona la chiesa.

 

Procedere a questi lavori non era obbligatorio – ha spiegato Roberto Canu, presidente del Comitato di gestione – ma questo è stato il primo del “quadrilatero valdese” ed è giusto «avere cura» delle strutture che abbiamo. Non è semplice avere risorse, in questo caso c’è stato un finanziamento da parte del Governo, ricevuto dalla Tavola valdese.

 

I lavori sono stati illustrati dall’arch. Luca Manfren, che ne è stato il direttore, e ha illustrato, con l’ausilio di schemi e diagrammi e partendo da una illustrazione del rischio sismico in Italia e in Piemonte, la valenza delle opere volte, in termini di sicurezza, consolidamento tramite reti, risparmio energetico. L’operazione ha compreso un dialogo con la Soprintendenza, a cui spettava l’ultima parola sulla questione della tinta da dare all’edificio. Dopo i sondaggi effettuati, che hanno riportato alla luce il colore originale durato per la verità non molto tempo, la scelta si è basata anche sull’armonizzazione con gli edifici circostanti.

 

Grazie a docenti, agli studenti e alle studentesse, i presenti hanno potuto compiere delle visite guidate anche agli spazi dell’altro edificio (in. parte storico e in parte degli anni ’70 del 900) e segnatamente il laboratorio scientifico con la nuova strumentazione, resa possibile grazie al contributo dell’Associazione degli Amici del Collegio valdese, e l’“aula museo”, oggetto di un intervento di restauro avviato in collaborazione con i Beni Culturali e il Museo regionale di Scienze Naturali di Torino.