«Le donne, i giovani e la fede per lo sviluppo sostenibile»

Un’orchestra giovanile transnazionale e una nuova edizione del Festival delle riforme culturali: le attività del Centro culturale protestante «G. L. Pascale» di Guardia Piemontese

 

Nel 2025 il Centro culturale protestante «G. L. Pascale» di Guardia Piemontese ha avviato un progetto transnazionale legato alle lingue minoritarie e alla musica, «MUS-LaMiRé» con la creazione di un gruppo musicale. Ne parliamo con Gabriella Sconosciuto, coordinatrice del Centro e membro della chiesa valdese di Dipignano-Cosenza: «È stata un’esperienza meravigliosa. La Poem, Piccola orchestra europea delle minoranze, è formata da giovani e giovanissimi (alcuni di 13 anni) italiani, croati e francesi, ma aperta all’ingresso di altri musicisti. Il repertorio è composto da canti delle due minoranze linguistiche coinvolte, arbëreshë e occitano, e degli arbanasi (minoranza albanese di Croazia)».

 

Un esempio di integrazione nel rispetto del motto europeo, “uniti nelle differenze”, che Sconosciuto augura possa essere replicata con altre minoranze, e che ha dato a questi ragazzi l’opportunità di confrontarsi, di suonare in maniera diversa, di conoscere nuove realtà: «Inizialmente è stato fatto un lavoro di ricerca tra le fonti storiche di musiche antiche. Selezionate le musiche, i docenti hanno cominciato a suonarle con i ragazzi». Dopo una prima fase a distanza, si sono incontrati per la prima volta a Guardia Piemontese nel giugno 2025, in occasione del Festival delle riforme culturali: «Per quattro giorni hanno fatto le prove, e tra i docenti abbiamo avuto l’onore di avere Sergio Berardo, leader dei Lou Dalfin, il più grande gruppo occitano, che ha spiegato alcune peculiarità di queste canzoni e fatto loro conoscere il tipico strumento musicale, la ghironda (esposta anche nel nostro museo)».

 

I ragazzi si sono esibiti durante il festival, poi il progetto è proseguito con la preparazione di altri workshop residenziali e due concerti, «in Francia, dove la Poem ha suonato con una banda locale mixando la tradizione occitana a quella francese del sud, e a Zara, in Croazia, con dei workshop e un concerto finale. Sono entrati nella Poem anche altri elementi, questo ha permesso al gruppo di rafforzarsi e acquisire nuove competenze».

A Zara in particolare si è vissuto un momento straordinario, ricorda Sconosciuto: «Si celebravano i 300 anni degli arrivo degli albanesi in Croazia, e i ragazzi si sono esibiti insieme agli allievi della scuola primaria di questa comunità. È stato bello vedere la commozione delle persone anziane mentre riconoscevano questi canti, ed è stato un passo importante, perché lì la lingua non è riconosciuta con una legge specifica con in Italia».

Ora la Poem tornerà a Guardia per l’ottava edizione del Festival delle Riforme Culturali, dal 5 al 7 giugno, che ha un titolo particolare, «Le donne, i giovani e la fede per lo sviluppo sostenibile».

 

Il 6 è previsto un momento suggestivo, che replica l’esperienza dello scorso anno, ma su un tratto tratto dei sentieri valdesi non ancora percorso durante il Festival: un concerto nei pressi di un lago, sfruttando l’acustica naturale e integrando la sonorità naturale. «I ragazzi avranno modo di esibirsi anche in altri contesti, ma con questo tipo di concerto all’aperto, veramente particolare, vogliamo dimostrare come si possa integrare uomo e natura, e come la musica sia un linguaggio universale di coesione e di rispetto degli altri e dei luoghi».

 

Altra componente importante del festival saranno le donne, a cui è dedicato il dibattito del 7 giugno, moderato da Gabriella Sconosciuto: a parlare del ruolo delle donne nella chiesa valdese, del pastorato e dei ministeri sarà non a caso la pastora valdese Maria Bonafede, prima moderatora della Tavola valdese, che 15 anni fa, il 5 giugno 2011, inaugurava il rinnovato Centro culturale.

La professoressa Renata Ciaccio, dell’Università della Calabria, parlerà del ruolo della donna valdese nella trasmissione dei beni materiali, culturali e linguistici. «Con un importante lavoro di ricerca nei testi notarili dell’epoca – spiega Sconosciuto – ha constatato che all’epoca le donne valdesi ereditavano in ugual misura con gli uomini, cosa straordinaria, che ci dice che la donna era tenuta in alta considerazione, anche nel ruolo nell’insegnamento della Bibbia ai figli. In ultimo, dagli Stati Uniti verrà Wanda Balzano, docente universitaria della Wake Forest University del North Carolina, professoressa associata di letteratura inglese, fondatrice del Dipartimento degli studi sulle donne, di genere e sulla sessualità, che ci parlerà delle donne, della memoria nella comunità italo-americana di Valdese, nel North Carolina, dove c’è un grande museo valdese, gestito da donne».

Anche il giorno dell’escursione ci sarà una conferenza con uno sguardo femminile per lo sviluppo sostenibile dei territori, con l’intervento di una docente dal Nord Africa, Samia Maamer, che parlerà dei bioterritori, Giulia Ferrante, dottoranda del Gran Sasso che parlerà delle buone pratiche di sviluppo locale, e Renata De Ruggeris presidente dell’associazione Lem Italia, che parlerà del linguaggio inclusivo della costruzione di una comunità sostenibile.

 

Ci saranno anche molti altri momenti interessanti, con l’inaugurazione delle pietre della memoria nel giorno di apertura del Festival, dedicata alla memoria del massacro dei valdesi di Calabria.

Quest’anno, racconta Sconosciuto, «ci sarà per la prima volta la partecipazione della Regione Calabria, nella persona dell’assessore delegato alle minoranze linguistiche. Inoltre ci sarà una dirigente della presidenza del Consiglio dei Ministri, che verrà a relazionare sul quadro normativo della legge sulle minoranze», in un momento di confronto moderato da Marco Fratini, della Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice.

Ci sarà inoltre una novità, la visita guidata a Lungro, alla scoperta della minoranza arbëreshë, e poi la presentazione di un libro di “poesie per un nuovo mondo” del professor Giovanni Agresti (docente all’Università Federico II di Napoli) con il professor Pierfranco Bruni, uno spettacolo musicale con Massimo Ferrante, cantante, musicista, conoscitore e divulgatore del repertorio della musica tradizionale e popolare del sud Italia.

 

Il Centro culturale festeggia in questo modo 15 anni di attività, ma come funziona? Ce lo spiega ancora Gabriella Sconosciuto: «È un anno molto ricco di visite. Anche nel periodo invernale, in cui c’è meno flusso e saremmo aperti tre giorni a settimana, molte volte ci ritroviamo ad aprire fuori degli orari, per esempio quasi tutte le domeniche. Arrivano tanti gruppi scout, scuole, siamo veramente felici di tutto questo movimento anche se non è facile organizzare tutto, tenendo conto che le persone e i gruppi si presentano spesso senza preavviso, e che noi siamo pochi…».

Oltre a Sconosciuto, infatti, ruotano 4-5 persone, tra le responsabili del museo e del laboratorio di tessitura, chi dà un supporto, chi si occupa del sito Internet.

Come spiegate questo afflusso di persone? «Funziona molto bene il passaparola, il sito Internet, e poi ha funzionato la creazione di una rete di collaborazioni. C’è un forte interesse per la storia, la lingua, spesso arrivano ricercatori e tesisti da varie università e istituti di ricerca, giornalisti, studiosi,… I riconoscimenti che stiamo ottenendo all’esterno ci danno la carica per lavorare meglio e con più entusiasmo, e poi cerchiamo di metterci a disposizione perché per noi il Centro è famiglia, lo sentiamo nostro…».