«La solidarietà non deve mai essere criminalizzata»
Il Consiglio Ecumenico delle Chiese condanna fermamente il trattamento riservato agli attivisti detenuti dalle autorità israeliane
Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese, il pastore Jerry Pillay, ha voluto condannare fermamente le presunte umiliazioni, i maltrattamenti e le degradazioni subite dagli attivisti arrestati dalle autorità israeliane in seguito all’intercettazione delle imbarcazioni solidali dirette a Gaza.
«Tale trattamento nei confronti di civili e attivisti per la pace costituisce una grave violazione della dignità umana e del diritto internazionale e dei diritti umani. Nessuna considerazione di sicurezza può giustificare tali abusi».
Pillay ha chiesto l’immediato rilascio di tutti gli attivisti detenuti e ha sollecitato un’indagine indipendente e la piena individuazione dei responsabili per tutte le violazioni denunciate.
«Riconosciamo inoltre le azioni di principio intraprese da diversi governi per esprimere formalmente la loro condanna di questi atti e la loro preoccupazione per le continue violazioni del diritto internazionale da parte dello Stato di Israele», ha aggiunto. «La retorica disumanizzante e le azioni promosse da alcuni attori politici e coloni israeliani continuano ad alimentare la violenza, l’odio e l’impunità».
La solidarietà umanitaria e l’azione civica pacifica non devono mai essere criminalizzate, ha esortato Pillay. «Come chiese impegnate per la giustizia e la pace, affermiamo la dignità che Dio ha conferito a ogni essere umano», ha concluso.