«Eirene. Cristiani per la pace La Spezia»

Un convegno previsto per il 29 maggio: «Per un pace disarmata e disarmante: il cammino ecumenico per la pace e la nonviolenza»

 

Con la pastora della chiesa battista della Spezia, Sandra Spada, conosciamo il Gruppo «Eirene, Cristiani per la pace La Spezia», nato nel 2025 dall’incontro tra chiese riformate e realtà laicali cattoliche, in vista del convegno che si terrà venerdì 29 maggio nel salone di TeleLiguria Sud (piazzale papa Giovanni XXIII), «Per un pace disarmata e disarmante: il cammino ecumenico per la pace e la nonviolenza», promosso dal Gruppo.

 

La pastora ci spiega che «esisteva già un gruppo informale di realtà laicali cattoliche (Acli, Caritas, Scout, Focolarini) con cui facevamo ogni anno, in aprile-maggio, un convegno per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della pace, della giustizia e del creato».

La spinta a unirsi è nata «dal desiderio di dire qualcosa in merito a un’iniziativa che si tiene qui alla Spezia, Seafuture, di fatto una grande fiera di armi e strumentazioni militari: volevamo esprimente il nostro disaccordo, abbiamo chiesto anche al Comune di ritirare il suo patrocinio, facendo però anche attenzione a non ferire la sensibilità di chi, per vivere, lavora nel settore. La Spezia è una realtà fortemente caratterizzata dalla dimensione militare, con un porto importante per la Marina ma anche per la produzione delle armi». E prosegue: «Siamo spinti (oltre a noi, chiesa battista e metodista della Spezia, ai soggetti sopra citati, c’è anche l’associazione “Betania amici del Sermig”, e il vescovo ha dato il sostegno della diocesi) dalla concretezza dell’Evangelo. Si parla molto di un Evangelo della pace, per la pace, ma crediamo che l’Evangelo debba anche incarnarsi nel qui e ora, nella nostra storia, e in quanto credenti ci sentiamo fortemente responsabilizzati e spinti non solo a parlare di pace, ma anche a educare».

 

Con questo convegno il gruppo vuole fare un passo in più, parlare di disarmo: «Anche in ambito ecumenico si parla molto di essere costruttori e costruttrici di pace, però si fatica a parlare di disarmo, e i documenti prodotti non contengono nemmeno la parola. La contiene invece il documento firmato dalla Cei lo scorso novembre, dove si parla di una “pace disarmante e disarmata”: da lì siamo partiti per la preparazione del convegno».

 

«Eirene» ha diffuso una “carta d’intenti”, datata 21 maggio, anniversario della prima Assemblea ecumenica europea di Basilea del 1989, che era intitolata proprio «Pace nella giustizia», un tema purtroppo ancora molto attuale. Questo documento, Per una pace disarmata e disarmante, il cammino ecumenico per la pace e la non violenza, che sarà presentata al convegno, non è semplicemente una dichiarazione, ma un programma d’azione, vero?

«Sì, assolutamente, il gruppo “Eirene” si collega con le altre realtà sul territorio, come “Rete pace e disarmo”, in cui come chiese battista e metodista siamo molto presenti; con la carta d’intenti vogliamo fare non solo formazione e informazione, ma promuovere nel nostro territorio tutte quelle attività che mostrino che un cammino diverso è possibile. Denunciamo l’uso della violenza, ci proponiamo di fare formazione non solo sul discorso della pace, ma su che cosa intendiamo per nonviolenza, pacifismo, come lo si vive concretamente nelle scelte quotidiane».

 

Veniamo al programma del convegno: «L’incontro sarà moderato da Giorgio Beretta (di “Rete pace e disarmo”, uno dei promotori del gruppo “Eirene”); Donata Horak, canonista e vicepresidente del Coordinamento teologhe italiane, ci presenterà la nota pastorale della Cei, Educare a una pace disarmata e disarmante, concentrandosi sugli aspetti teologici. A seguire Maria Elena Lacquaniti, coordinatrice della Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, membro degli ambasciatori e ambasciatrici di pace dell’Unione battista, interverrà su “Per una fede disarmata, chiese e dialogo ecumenico in Italia per la nonviolenza e la pace”. E infine Giorgio Pagano, molto conosciuto qui alla Spezia, perché è stato anche sindaco, interverrà su “Chiese cristiane e reti sociali per la pace, una lettura laica e politica”».

Quest’ultima parola non deve sorprendere, conclude la pastora Spada: «Nel momento in cui ci caliamo nella realtà di tutti i giorni, noi facciamo politica, io credo che l’Evangelo ci chiami a essere politicamente attive e attivi. Questo non significa portare avanti una politica partitica, ma recuperare il significato originale di questa parola».

 

Un’ultima domanda, rispetto alla composizione del gruppo «Eirene», tutta in ambito cristiano: è stata una scelta?

«Come chiesa battista e chiesa metodista ci siamo inserite “in corsa” all’interno del lavoro del gruppo, quindi non so se ci sia stata una scelta a monte, ma non escludo che un domani si decida di aprirsi a realtà o denominazioni diverse. Va ricordato però che qui alla Spezia esiste una Consulta delle religioni, che proprio il giorno prima del convegno, il 28 maggio, rinnoverà, perché sono trascorsi 20 anni dalla sua nascita, il protocollo con il Comune. La Consulta si muove già sul discorso della pace e porta avanti un discorso di formazione, informazione, sostenendo con grande forza, soprattutto negli ultimi anni, l’immagine di un mondo multiculturale, multireligioso, ma capace di dialogare.

Abbiamo creato un giardino della pace, in cui ogni denominazione ha donato un albero, per esempio, e dopo l’uccisione di Youssef Abanoud, studente diciottenne, da parte di un compagno di scuola, all’inizio di quest’anno, siamo andati proprio all’Istituto tecnico “Einaudi-Chiodo” a parlare con i ragazzi e le ragazze e a mostrare loro come il nostro essere molto diversi l’uno dall’altro non ci impedisce in alcun modo di fare delle cose assieme. All’interno della Consulta ci sono cristiani, islamici, ebrei, c’è anche la chiesa copta alla quale appartiene la famiglia di “Abu”, i mormoni, i buddisti, la chiesa dei fratelli. Negli ultimi anni siamo stati anche impegnati in manifestazioni che ci vedevano riuniti per pregare per la pace».