¿Dónde están?
Ogni 20 maggio in Uruguay la “marcia del silenzio” per i desaparecidos della dittaura
«La memoria è un elemento centrale di ogni popolo. È la custode del percorso storico delle diverse comunità, dei loro successi e dei loro errori, della loro gloria e dei loro fallimenti. La memoria è lo strumento di costruzione del comune. E se c’è qualcosa che noi valdesi conosciamo è proprio la memoria. Abbiamo ricordi di liberazione, di sogni, di comunità, di fede condivisa. Abbiamo anche ricordi del terrore, di accuse di stregoneria, di persecuzioni, sparizioni e morte».
Apre così un comunicato dell’Iglesia valdense del Rio de la Plata, il ramo sudamericano della Chiesa valdese, a commento dell’annuale commemorazione del 20 maggio in Uruguay, dedicata alle vittime e agli scomparsi durante gli anni della dittatura militare (1973-1985). Una marcia che da trent’anni chiede giustizia. Quest’anno la ricorrenza è stata segnata da un aggiornamento del bilancio ufficiale dei desaparecidos: l’Istituzione nazionale per i diritti umani ha portato il totale da 197 a 205 vittime della repressione.
Come ricorda il sito “La Bottega del Barbieri” il 5 aprile 2023 la giustizia argentina ha processato e condannato al carcere cinque agenti dell’intelligence (Secretaría de Inteligencia del Estado), Hugo Carlet, Luis Nelson González, César Albarracín e Rubén Escobar, insieme al responsabile Patricio Miguel Finnen, per le torture di cui si resero protagonisti i militari all’interno dei centri di detenzione clandestini Bacacay e Automotores Orletti. Finnen fu riconosciuto responsabile di 112 sequestri, 23 omicidi e giudicato colpevole di aver sottratto cinque minori a recluse che poi vennero uccise per affidare i neonati a simpatizzanti delle dittature militari di Uruguay e Argentina.
«È per questa memoria individuale, collettiva e comunitaria che resistiamo all’odio, all’esclusione e alla morte – prosegue il comunicato dell’Iglesia-. È questa memoria che ci sensibilizza e ci fraternizza con la lotta contro l’odio che disumanizza, che cerca la negazione e l’oblio fino ad oggi. Ogni 20 maggio, in Uruguay, il silenzio si trasforma in un grido di lotta e resistenza alla ricerca di verità e giustizia.
Che il Dio che celebriamo ci permetta di vivere il giorno che il salmista ha annunciato e la memoria sia di nuovo uno strumento di costruzione e non di dolore».
L’amore e la verità si incontreranno,
la pace e la giustizia si baceranno,
la verità scaturirà dalla terra
e la giustizia guarderà dal cielo.
Salmo 85,10-11