Comunità chiamate a vigilare

Un giorno una parola – commento a Ebrei 3, 12

 

 

Quando il faraone vide che la pioggia, la grandine e i tuoni erano cessati, continuò a peccare, si ostinò in cuor suo, lui e i suoi servitori

Esodo 9, 34

 

Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo che vi allontani dal Dio vivente

Ebrei 3, 12

 

 

Certo, il nostro desiderio, e la nostra preghiera, è quello di rimanere attaccati, unite a Dio, il vivente che dona la vita. Ma come possiamo evitare il dubbio, quell’incertezza che si insinua piano piano, senza che a volte neanche ce ne accorgiamo?

 

L’apostolo parla di un cuore malvagio e incredulo, di pensieri che si lasciano tentare dal male, dalla rassegnazione, dall’indifferenza, dall’egoismo, dal dubbio; quegli stessi pensieri che spesso accompagnano anche le nostre giornate e che riescono ad infiltrarsi e crepare ogni nostra sicurezza. L’apostolo si sta rivolgendo anche a noi.

 

E in questo caso è bene proprio sottolineare il noi, perché l’esortazione è per i fratelli, le sorelle, non è diretta ad una sola persona. Sono i fratelli e le sorelle a dover fare attenzione e accorgersi delle difficoltà degli altri e delle altre. L’apostolo non rimprovera chi sta affrontando un periodo difficile, chi si lascia vincere dalla stanchezza, chi si rifugia nell’individualismo, chi suo malgrado, arriva a rifiutare anche Dio, ma invita la comunità a vigilare affinché questo non accada, perché allontanarsi dal Dio vivente significa allontanarsi da Colui che, solo, può donare la pace, la serenità, la giustizia, la dignità, la forza, la speranza che cerchiamo.

 

Se continuassimo a leggere la frase, troveremmo infatti un’altra indicazione: “esortatevi a vicenda ogni giorno”.

Ecco la ricetta dell’apostolo: la comunione fraterna! Quel rapporto speciale che si instaura tra fratelli e sorelle che uniti nella fede, si sostengono, si esortano, si riprendono, si incoraggiano, si incamminano insieme sapendo che il Vivente è pronto a donare nuovamente la vita. Amen.