Accogliere la parola di Dio

Un giorno una parola – commento a Luca 10, 39

 

 

Il Signore, DIO, mi ha aperto l’orecchio e io non sono stato ribelle, non mi sono tirato indietro

Isaia 50, 5

 

Maria, sedutasi ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola

Luca 10, 39

 

 

 

La parola di Dio ci parla, anzi, Dio ci parla nella sua parola. Per quanto sia così potente da sovvertire la nostra esistenza, facilmente è tacitata dal chiasso delle tante cose che ci riempiono le giornate e prosciugano le nostre energie. Le energie, con un buon sonno e un po’ di riposo possiamo reintegrarle, ma il tempo perso nessuno ce lo restituirà. Dovremmo pensarci.

 

Il profeta, al quale più volte il Signore rivolgerà la sua parola, fa anch’egli, all’inizio della sua missione, al tempo della sua vocazione, una prima esperienza della parola di Dio. Isaia accoglie la parola che gli è rivolta. A differenza di Giona, che cerca di sottrarsi al mandato affidatogli, non è ribelle, non rifiuta di ascoltare e di obbedire: non si tira indietro.

 

I discepoli, in risposta alla chiamata di Gesù, senza indugio lasciano la loro attività e con essa la vita di prima per seguire Gesù. Anche loro non si tirano indietro, e dopo l’incontro con il risorto eccoli pronti ad affrontare qualsiasi prova per portare avanti il loro ministero di evangelizzazione.

 

Marta e Maria hanno invitato Gesù a casa. Marta si affaccenda per accogliere al meglio l’ospite; lo fa per amore e con tutto l’amore possibile. Maria, ai piedi di Gesù, ascolta la sua parola: ha capito e sente che ogni altra cosa va messa al margine. Gesù parla, Dio stesso parla per mezzo di Gesù. Non c’è nulla che conti né di più né altrettanto. Alle rimostranze di Marta, che vorrebbe un po’ d’aiuto, Gesù risponde: “Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.

 

Anche il più nobile impegno, se manca la relazione con Dio, non è diverso da ciò che, certo meritevolmente, anche un non credente, che trova in se stesso la forza e nella sua coscienza la motivazione del suo agire, può fare.

 

Il credente, invece, trova energia, modo e motivazione per fare e, in definitiva, per vivere, in Dio. Facciamo, dunque, ogni bene che possiamo e con il massimo impegno, ma non dimentichiamo qual è la parte buona che non ci sarà tolta. Amen.