La luce di Dio

Un giorno una parola – commento a Isaia 60, 2

 

 

Ecco, le tenebre coprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli; ma su di te sorge il Signore e la sua gloria appare su di te

Isaia 60, 2

 

Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»

Giovanni 8, 12

 

Quanto ci piace questa immagine! Nell’oscurità diffusa, facendo attenzione, si notano le sagome della terra e dei suoi abitanti. Non è possibile distinguerle, riconoscerle, perché il buio uniforma, cancella, nasconde; il buio rende tutto incerto. E in questo buio indistinto, ad un tratto, ecco una luce sulla nostra testa: l’unica, l’unico, a risplendere sono io! E ci vediamo già come se fossimo sotto ad un riflettore che dall’alto, sul palcoscenico del mondo, illumina proprio noi.

 

Però, se alziamo lo sguardo, ci accorgiamo che la luce non illumina noi, ma sorge su di noi. E questo cambia completamente la situazione, perché è Dio che fa il suo ingresso sulla scena e lo fa come un astro nascente. La sua non è una luce intensa e improvvisa, che disturba la visione e porta a chiudere gli occhi per evitare di rimanere accecati. Dio sorge sopra di noi e gradualmente le tenebre si dissolvono consentendoci di vedere sempre più chiaramente, da ciò che è più vicino, fino all’orizzonte.

 

E così il cammino può incominciare, il cammino degli esuli dei tempi di Isaia, come il nostro cammino oggi.

La luce di Dio non è un occhio di bue puntato su di noi; è la luce diffusa del giorno che nasce, che dà consistenza e identità a ciò che prima era confuso e indistinto. È la luce che permette un cammino consapevole in una prospettiva di speranza: le tenebre sono destinate a diradarsi, le ombre a sparire, le sagome a palesarsi perché il Signore è sorto e la sua luce illumina la nostra giornata. Amen.