Le chiese ucraine in visita alla Conferenza delle Chiese europee

Incontro a Bruxelles per parlare dei percorsi di pace nella regione

 

Il 22 giugno 2026, una delegazione del Consiglio ucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose (Uccro) ha visitato la sede della Conferenza delle Chiese europee (Kek) a Bruxelles, sottolineando il ruolo delle chiese nella promozione della pace, nella difesa della libertà di religione o di credo e nel sostegno all’Ucraina nel contesto della guerra di aggressione in corso da parte della Russia.

 

La visita ha fatto seguito al recente attacco russo contro il monastero di Pechersk Lavra di Kiev, un sito di profondo significato spirituale e storico. La Kek ha espresso solidarietà all’Uccro e ha appoggiato la sua dichiarazione di condanna dell’attacco, chiedendo la protezione del patrimonio religioso, culturale e storico dell’Ucraina.

 

Il vicepresidente della Kek, il vescovo Frank Kopania, e il segretario generale della Kek, il pasotre Frank-Dieter Fischbach, hanno accolto la delegazione presso il Centro Ecumenico di Bruxelles. Le discussioni si sono concentrate sull’impatto della guerra, sulla distruzione delle chiese, sulla situazione delle comunità religiose nei territori occupati e sulla necessità di tutelare la libertà di religione o di credo.

«Come cristiani, siamo uniti in tempo di guerra e di pace. Siamo chiamati a far sentire la nostra voce e a lavorare insieme, uniti nella nostra fede», ha affermato il vescovo Kopania.

 

Ha inoltre accolto con favore la partecipazione delle chiese ucraine all’attività della Kek, sottolineando che la Chiesa ortodossa ucraina e la Chiesa riformata in Transcarpazia sono chiese membro della Comunione. Attraverso la sua iniziativa “Percorsi di pace”, la Kek continua a collaborare con le chiese in Ucraina e in tutta Europa per sostenere il dialogo, la riconciliazione e una pace giusta.

 

Il metropolita Epifanio di Kiev e di tutta l’Ucraina, Primate della Chiesa ortodossa ucraina, ha descritto le sofferenze causate dalla guerra, compresi gli attacchi a chiese, ospedali e civili.

«L’Ucraina continua a dimostrare resilienza. Questa lotta non è solo per l’Ucraina, ma per l’Europa e i suoi valori», ha affermato. Ha inoltre sottolineato la situazione nei territori occupati, dove chiese e clero subiscono persecuzioni e restrizioni alla libertà religiosa.

Il metropolita Yevstratiy di Bila Tserkva della Chiesa ortodossa ucraina ha sottolineato la necessità di una visione comune per la pace e la tutela della libertà di religione o di credo. Ha messo in guardia contro l’abuso della religione per giustificare l’aggressione e ha chiesto maggiori sforzi per contrastare la disinformazione.

 

Il vescovo Sándor Zán-Fábián della Chiesa riformata in Transcarpazia e presidente dell’Uccro ha ringraziato la Kek per la sua continua solidarietà, riconoscendo l’importanza della cooperazione durante la guerra.

I rappresentanti dell’Uccro hanno sottolineato la tradizione ucraina di dialogo interreligioso, che unisce le chiese cristiane e le altre comunità religiose. Hanno auspicato una voce unitaria fondata sulla dignità umana, la pace e i valori condivisi. Hanno inoltre invitato la Kek e le organizzazioni ecclesiastiche di Bruxelles ad accompagnare il processo di adesione dell’Ucraina all’UE, garantendo che le voci delle chiese contribuiscano al dialogo con le istituzioni europee.

 

Vsevolod Chentsov, capo della missione dell’Ucraina presso l’Unione Europea, ha accolto con favore il ruolo delle chiese nel sensibilizzare Bruxelles sull’aggressione e la disinformazione russa. Ha sottolineato l’importanza di tutelare i diritti di tutte le comunità in Ucraina, mentre il Paese prosegue il suo cammino verso l’Unione Europea.