20 anni a fianco dello Zimbabwe
La partnership dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia con le chiese dello Stato africano
Di Antonella Scuderi
Quest’anno ricorrono vent’anni dall’inizio della partnership, avviata il 25 giugno 2006, tra le Chiese Battiste dello Zimbabwe (BCZ) e le Chiese Battiste dell’UCEBI (Unione cristiana evangelica battista d’Italia). Vent’anni non sono soltanto una data da ricordare, ma un cammino da riconoscere con gratitudine: un tempo lungo di comunione, preghiera, responsabilità condivisa e sostegno concreto.
Questa collaborazione è nata dal desiderio di costruire un legame di fraternità e sororità tra comunità geograficamente lontane, ma unite dalla stessa fede e dalla stessa vocazione al servizio. Nel corso degli anni, la partnership ha preso forma attraverso numerosi progetti, pensati non come semplici interventi assistenziali, ma come segni concreti di solidarietà evangelica, ascolto reciproco e accompagnamento.
Uno dei frutti più significativi è stato il progetto di adozione a distanza. Il numero dei bambini e delle bambine sostenuti/e è rimasto stabilmente intorno alle 200 unità: quando alcuni ragazzi e alcune ragazze concludevano il percorso scolastico, altri bambini e altre bambine venivano inseriti/e nel progetto. Per questo, se le adozioni attive sono state generalmente circa 200, il numero complessivo dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze aiutati/e in questi vent’anni è stato molto più alto. Attraverso questo impegno, molte famiglie hanno ricevuto un aiuto stabile, e molti bambini e bambine hanno potuto continuare a studiare restando nel proprio villaggio, e dunque nel proprio contesto di vita. Il sostegno non ha riguardato soltanto l’istruzione, ma anche la dignità, la speranza e la possibilità di immaginare un futuro diverso.
Accanto a questo, la partnership ha sostenuto in modo importante l’ospedale di Sanyati e sei ambulatori rurali, realtà fondamentali per garantire assistenza sanitaria in territori segnati da povertà, distanze, mancanza di risorse e difficoltà strutturali. Il sostegno ha significato medicinali, cure, stipendi, strumenti, presenza sanitaria e speranza per tante persone che altrimenti avrebbero avuto un accesso molto limitato alle cure.
In questi vent’anni non sono mancati altri progetti concreti: la sartoria Tabita, pozzi, borse di studio per studenti e studentesse universitari/e, interventi per migliorare la vita delle comunità locali. Ogni iniziativa ha cercato di rispondere a bisogni reali, ascoltando le Chiese con cui collaboriamo, nella convinzione che la missione cristiana non sia imposta dall’alto, ma sia frutto della collaborazione, dell’ascolto e del cammino comune tra fratelli e sorelle.
Oggi, mentre facciamo memoria di questi vent’anni, non guardiamo soltanto al passato. La partnership continua e si rinnova attraverso un nuovo progetto agricolo. L’obiettivo è contribuire alla nascita di una fattoria capace di autosostenersi, offrire lavoro dignitoso a uomini e donne, produrre cibo, generare reddito per la comunità e dare nuove prospettive alle famiglie in difficoltà. Il progetto agricolo rappresenta una nuova tappa di questo cammino: non solo un aiuto immediato, ma un investimento nel futuro. Seminare, coltivare, raccogliere diventano immagini concrete di ciò che la partnership ha sempre cercato di vivere: seminare speranza, coltivare relazioni, raccogliere frutti di giustizia, fraternità e sororità.
Celebrare questi vent’anni significa ringraziare Dio per il cammino compiuto, riconoscere l’impegno di tanti fratelli e tante sorelle che hanno sostenuto i progetti, e rinnovare oggi la disponibilità a camminare ancora insieme. Perché la missione non è solo partire, donare o sostenere. La missione è imparare a portare i pesi gli uni degli altri e le une delle altre, riconoscendo nel volto dell’altro e dell’altra un fratello, una sorella, una comunità con cui condividere fede, speranza e futuro.
La pastora Antonella Scuderi è la referente per la partnership fra l’Ucebi e le Chiese Battiste dello Zimbabwe