Il compito degli angeli

Un giorno una parola – commento a Genesi 32, 1

 

 

Giacobbe continuò il suo cammino e gli vennero incontro degli angeli di Dio

Genesi 32, 1

 

Paolo disse: «Un angelo del Dio al quale appartengo, e che io servo, mi è apparso questa notte, dicendo: “Paolo, non temere; bisogna che tu compaia davanti a Cesare, ed ecco, Dio ti ha dato tutti quelli che navigano con te”»

Atti degli apostoli 27, 23-24

 

 

È più facile parlare di angeli, demoni e variegate creature celesti che non di Dio. Si potrebbe pensare che ciò dipenda da una sorta di rispetto nei confronti del Signore: ho piuttosto l’impressione che risponda invece ad un bisogno umano di percepire o avere a che fare con figure – buone o cattive – che sembrano più accessibili di quanto lo sia Dio stesso. Questo bisogno può assumere – come spesso accade – forme vagamente superstiziose o essere nutrito dalla narrativa o dal cinema: quante volte abbiamo visto sugli schermi figure angeliche o demoniache che sembravano la versione potenziata dell’eroe umano di turno? Insomma, gli angeli vendono bene.

 

La Scrittura parla di angeli, è innegabile. Non lo fa, tuttavia, con l’intenzione di sostituire Dio con figure più vicine alla sensibilità umana. Proprio Giacobbe, in questo cammino che lo conduce all’incontro con il fratello Esaù, si confronta con figure differenti (alla fine di questo capitolo vi è lo scontro notturno con un’altra figura umana, di cui è difficile cogliere i contorni) che rimandano sempre a Dio. L’angelo, nella Scrittura, non è mai un soggetto indipendente: è messaggero, potremmo dire “segno vivente” che rimanda ad un Altro, più grande e più significativo. Incontra, richiama, talvolta minaccia, porta messaggi, porta notizie, ma il suo compito è sempre lo stesso: rendere attento l’essere umano che vi è una realtà ulteriore, di cui l’angelo è solamente un tramite. Nulla più.

 

Non credo si debba investire troppo tempo in disquisizioni sugli angeli (custodi, protettori… e avanti con la fantasia). L’angelo ci incontra per rimandarci a Dio: questo vuole dirci la Scrittura. Amen.