Di segni e di visioni. Di tessitura e tempo
L’appuntamento con la rubrica di Riforma fra arte e spiritualità
«Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui» (Colossesi 1, 17)
Alle mostre, si sa, si va sempre di fretta. Se poi quella mostra è la Biennale di Venezia, resistere alla sensazione che semplicemente non ce la farai a vedere e ricordare tutto quello che avresti voluto diventa impossibile. Così, quando proprio qui, all’Arsenale, incontro i grandi teli blu sospesi nello spazio, mi ritrovo costretta a fare qualcosa che non avevo programmato: smettere di correre.
L’installazione di Himali Singh Soin e di David Soin Tappeser dice di suono, tessitura e tempo.
Arazzi sospesi, colori freddi vicini a quelli terrosi, parole, scricchiolii, crepitii e vibrazioni – e addirittura la traduzione di un’onda sonora in tessuto: il ritmo dei fili che regala un corpo al suono. I tessuti che fanno da accoglienza e quinta sono realizzati con una tecnica indiana molto antica, chiamata ikat, in cui il disegno non viene aggiunto alla fine, come stampa o ricamo, ma nasce prima, nei fili, secondo un progetto che resta nascosto ai nostri occhi, finché qualcosa – il telaio – non lo rende visibile mettendo i fili in relazione tra loro.
Prendersi il tempo necessario per assimilare che un disegno può apparire solo molto dopo la sua nascita, e che la sua apparizione richiede necessariamente una relazione che ne permette l’esistenza, è una sfida che funziona qui, ma altrettanto nella nostra fede.
Il disegno del Dio creatore esiste prima di noi creature ed è già scritto nelle nostre vite. Come nell’ikat, però, resta invisibile finché qualcosa non mette in relazione tra loro i fili. E quel qualcosa, per noi – fili fragili, dispersi, spesso malconci – ha un nome preciso: Cristo Gesù.
Quella relazione, resa concreta in Cristo, richiede un frutto: la nostra disponibilità a lasciarcene guidare. Non nell’istante, ma nell’intreccio fedele dei giorni. Dio rimette in relazione i fili dispersi della nostra vita e ci insegna che non siamo chiamati solo ad avanzare, ma anche a dimorare: le cose importanti, per diventare visibili, hanno bisogno di essere tessute.