Gesù, unico Signore della nostra vita
Un giorno una parola – commento a Matteo 28, 18
Il Signore, il nostro Dio, sia con noi, come fu con i nostri padri; non ci lasci e non ci abbandoni
I Re 8, 57
E Gesù, avvicinatosi ai discepoli, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra»
Matteo 28, 18
Il Risorto ha convocato i suoi di nuovo in Galilea ed ora si avvicina ai discepoli, quasi a colmare la distanza che si percepisce tra il divino e l’umano, e parla. Essi sono chiamati per ascoltarne la rivelazione definitiva: da questo momento non ci sarà più la possibilità di vederlo in azione, ma dominerà l’ascolto della sua parola. E sono parole estremamente significative quelle che Gesù pronuncia per loro. La prima è: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra». Il Cristo Risorto è dunque il Signore. Abbiamo qui un invito all’obbedienza a Lui come unico Signore della nostra vita e centro della vita della Chiesa. Se Gesù ha potere su tutto e tutti, ogni ideologia umana o appartenenza a comunità escludenti costituisce un tradimento della fede: ogni fondamentalismo e ogni religione che dica “noi soli siamo i salvati”, di fatto esclude dalla signoria di Cristo una parte dell’umanità – e dunque limita ciò che vorrebbe esaltare. Cristo è infatti il Signore dei cristiani e dei pagani, dei credenti e degli atei. Inoltre, proprio questa totalità e universalità ci richiamano all’unità inscindibile tra la fede e la prassi: se Cristo è il Signore, Colui in cui crediamo è anche Colui a cui dobbiamo ubbidire e al Cui volere dobbiamo conformare le nostre vite.
Le parole che seguono discendono naturalmente dalla prima affermazione. Così l’annuncio al mondo intero della buona notizia dell’amore di Dio nei confronti delle sue creature è il dovere primo della chiesa intera e il battesimo stesso diventa l’atto simbolico dell’accoglienza che fa seguito all’annuncio della grazia. Infine, una bellissima promessa: l’angelo aveva affermato che egli sarebbe stato l’Emmanuele, il “Dio con noi”. Ed ora la promessa si adempie nel Risorto. Questo ci porta a riscoprire la bellezza e il conforto che dà un accompagnamento discreto e continuo che non mortifica e non sostituisce l’iniziativa umana, ma la potenzia e la conferma valorizzando la quotidianità dell’esistenza, permettendo di ritrovarne il valore nella apparente banalità dei gesti e delle abitudini. Amen.