La preghiera deve accompagnare il nostro cammino
Un giorno una parola – commento a Marco 1, 35
O Signore, al mattino tu ascolti la mia voce; al mattino ti offro la mia preghiera e attendo un tuo cenno
Salmo 5, 3
Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava
Marco 1, 35
È un sabato e la giornata è stata piena: Gesù ha insegnato nella sinagoga, ha guarito molti ammalati e liberato le persone dai demoni. Ora Gesù sente il bisogno di stare solo e cerca un luogo isolato dove poter approfondire, in un incontro intenso con Dio, il senso della sua missione. La preghiera è il motore dell’azione di Gesù.
Gesù esce di notte. Questo elemento non pare essere solamente cronologico: il buio non è solo esterno, ma anche interno all’animo di Gesù. Egli deve iniziare la sua missione e prendere decisioni fondamentali, per questo ha bisogno che il Padre faccia luce nel suo animo e gli indichi la strada da prendere. Spero di non psicologizzare troppo questo brano, ma mi sembra di poter dire che qui sia presente il contrasto fra il buio dell’animo umano e la luce della presenza di Dio.
Da questo racconto viene un insegnamento importante: la preghiera deve accompagnare il nostro cammino. Ciò che siamo, ciò che facciamo deve essere costantemente verificato nella sua aderenza alla volontà di Dio e alla nostra vocazione. E la preghiera è lo strumento di questa comunicazione. È una preghiera spesso tormentata, ma che pure acquista la sua potenza dall’intervento stesso dello Spirito che “prega per noi”. Anche noi veniamo dalla notte del nostro animo ed abbiamo bisogno di ricevere la luce nuova del Regno.
Gesù prega, insegna e guarisce: questi tre momenti non sono separabili nell’esperienza di Gesù e non devono essere separabili neanche nella nostra. Preghiera, testimonianza e diaconia sono i binari su cui corre la nostra vita di fede. La preghiera dunque non è una fuga dalla realtà, ma è, al contrario, un approfondimento del proprio agire e una verifica del proprio percorso.
Vi è un ultimo aspetto che va considerato: i discepoli chiedono a Gesù di restare, perché “tutti lo cercano”. Ma Gesù non si ferma e va “altrove”: la missione deve procedere. È un pensiero che emerge spesso negli evangeli: i discepoli vorrebbero afferrare Gesù, ma lui li spiazza. È “altrove”. Amen.