La Buona novella. Cinque secondi
La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie
Mentre in redazione avevamo scelto di dedicare questa buona novella all’incredibile record del mondo di maratona, stabilito a Londra dal keniano Sebastian Sawe – per la prima volta nella storia sotto le due ore – è giunta la notizia della morte di Alex Zanardi.
Due eventi così distanti, eppure con così tanti punti in comune.
Il record di Sawe è un prodigio di tecnica, allenamento, biologia e quant’altro ci si voglia inserire, comprese le scarpe utilizzate, dal peso di appena 97 grammi complessivi! Tutto il meglio della tecnologia e della capacità di spingere il corpo umano ai suoi limiti, da non imitare da parte di noi umani comuni, ma da ammirare con occhi sgranati. Una barriera che appariva inviolabile e che invece in un colpo solo ha visto i primi due classificati superarla. Pazzesco.
La seconda vita di Zanardi, dopo il drammatico incidente automobilistico che lo aveva privato degli arti inferiori, è stata qualcosa di simile. Un trattato di antropologia, un inno alla resistenza sempre e comunque, un esempio al di là di ogni retorica, integrate dalle tecnologie di ultima generazione applicate in questo caso all’uso delle handbike, le biciclette spinte dalla forza delle mani.
Zanardi era diventato, a dispetto dei grandi dolori patiti, un esempio: mai come questa volta l’espressione è corretta e non banale. Lo sapeva, distribuiva a piene mani ottimismo e passione per la vita, lasciando al privato le inevitabili sofferenze.
La sua vita è stata una buona novella, più che per lui, che pur si è sempre considerato felice e fortunato, per tutte e tutti noi capaci di deprimerci per un’unghia scheggiata. Non possiamo che chiudere con la sua regola aurea detta dei cinque secondi che lui applicava alle gare ma certamente anche alla vita che tanto amava: «Quando ti accorgi di aver dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi». Con questa regola sfidò e ribaltò il destino.