«Tra Resistenza e resa», l’incontro finale

Due intensi giorni a Milano per i protagonisti del progetto rivolto ai giovani che vede lavorare insieme Comunità ebraiche e battiste in Italia

 

«Nei primi anni ‘90 passavo qui davanti spesso, non c’era questo luogo e non avevo la più pallida idea che un giorno potesse esistere. Mi rendo conto quanto tempo ci abbiamo messo per poterlo costruire dalla fine della Seconda guerra mondiale. È così importante pensare che ci sia un luogo in cui vediamo i nomi di persone che hanno avuto la vita spezzata. La responsabilità della cura della memoria dei nomi, di ogni singola esistenza, è un imperativo».

 

Così il pastore Alessandro Spanu, presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi), nei suggestivi spazi del Memoriale della Shoah di Milano, ha voluto salutare l’avvio del settimo e ultimo appuntamento della terza edizione del progetto «Tra Resistenza e Resa: per (Soprav)vivere liberi!». Il titolo di questo ciclo di incontri è stato «Semina la memoria, coltiva la giustizia, raccogli la libertà». L’iniziativa è rivolta a studenti e docenti di diverse scuole d’Italia.

Il progetto si articola in un percorso di formazione sul valore della memoria della Shoah, della Resistenza, del dialogo e sul ruolo delle fedi nella costruzione della convivenza civile.

 

Gli studenti sono gli indubbi protagonisti. A loro, alle nuove generazioni, il compito di poter raccontare luoghi e storie del nostro passato, ora che i testimoni diretti ci stanno pian piano lasciando.  Simili progetti forniscono loro una enorme quantità di stimoli, di suggestioni, emozioni. Dalle testimonianze dirette alle esperienze di storici e ricercatori fino a visite di luoghi simbolo (quest’anno ragazze e ragazzi sono stati a Berlino nei luoghi dell’orrore del Reich nazista).

 

La presidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia (Ucei) Livia Ottolenghi ha voluto ricordare che «La memoria della Shoah e della Resistenza non è mai un esercizio puramente commemorativo. È piuttosto uno strumento vivo, volto a comprendere il nostro atteggiamento di fronte al riemergere di linguaggi d’odio, di discriminazioni e di nuove forme di antisemitismo. La conoscenza storica diventa una risorsa indispensabile per riconoscere i segnali, per opporsi, per scegliere». Rivolgendosi agli studenti, ha aggiunto: «Portate con voi ciò che avete imparato: non solo le informazioni, ma le domande; non solo le risposte, ma il metodo». Ottolenghi ha annunciato che la prossima edizione del seminario sarà dedicata alla scrittrice Edith Bruck, sopravvissuta ad Auschwitz. «Una straordinaria testimone del nostro tempo». E infine ha ricordato come il progetto abbia saputo affrontare «senza edulcorazioni le responsabilità cristiane nell’antigiudaismo e le colpevoli collusioni con l’antisemitismo».

Gli ha fatto eco il pastore Spanu nel ricordare che «La scorsa settimana l’artista Bansky ha installato a Londra una statua emblematica che rappresenta un uomo che sta per cadere in un baratro perché accecato dalla stessa bandiera che egli brandisce, un richiamo potente all’esito di ogni nazionalismo, specialmente se alimentato da fedi religiose».

 

Nella mattinata, coordinata dal direttore della Fondazione Cdec, Gadi Luzzatto Voghera e dalla docente Deborah D’Auria, spazio poi ai relatori che hanno accompagnato gli studenti e i docenti di quattro istituti delle scuole secondarie superiori di Acireale, Cagliari, Ferrara e Roma (il Liceo ebraico), oltre che giovani delle chiese battiste in un viaggio fra ricerca e storia. Una preziosa relazione di Silvia Comoglio ha mostrato come, a partire da un disegno rinvenuto in un campo di concentramento, è stato possibile ricostruire la vita e le relazioni della bambina che lo aveva disegnato. Il ricercatore tedesco Andreas Eberhardt ha presentato il progetto Echo80, che sta compiendo una gigantesca mappatura di ogni luogo che in Germania sia riconducibile a eventi legati al nazionalsocialismo. Il dialogo in inglese con e fra gli studenti è un bellissimo segnale di come attraverso una lingua comune si abbatteranno mura.

 

Nel pomeriggio, alla Biblioteca Ostinata, gli studenti hanno presentato il loro workshop su Berlino e i suoi memoriali. Mercoledì 5 maggio è stata organizzata la festa conclusiva del seminario alla Scuola della Comunità ebraica di Milano, con un laboratorio di danze e tradizioni dal mondo ebraico e popolare a cura di Paola Treccani e Ivano Marini.

 

Il progetto «Tra Resistenza e Resa: per (Soprav)vivere liberi! Semina la Memoria, Coltiva la Giustizia, Raccogli la Libertà» è promosso dalla Commissione storica dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi) e dalla Fondazione Cdec – Centro di documentazione ebraica contemporanea, ed è sostenuto da fondi dell’8×1000 Ucebi e dalla Commissione cultura dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), oltre che da generosi contributi privati provenienti dalla Biblioteca Ostinata di Milano, dal “TOLI Institute” di New York, dalla famiglia Moreno, dalla Fondazione Ernesta Besso e dalla stessa Edith Bruck.