Dalle preoccupazioni alla fiducia

Un giorno una parola – commento a Luca 12, 27

 

 

Si manifesti la tua opera ai tuoi servi e la tua gloria ai loro figli

Salmo 90, 16

 

 

Guardate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di loro

Luca 12, 27

 

 

Il contesto in cui sono inserite queste parole nell’Evangelo di Luca è un capitolo contenente un’ampia raccolta di istruzioni di Gesù su temi riguardanti i beni materiali (la cupidigia, l’ansietà e l’esigenza di una semplicità di vita). I discepoli devono trarre dalla considerazione delle cose naturali un insegnamento per la loro esistenza. Se Dio provvede alle realtà apparentemente insignificanti ed effimere come i fiori, che sono bellissimi, come non provvederà ai suoi figli e figlie?

 

Dice Gesù: Guardate. Non è un comando ma un invito emozionato ad educare i nostri sensi, la vista e non solo. Non un vedere distratto, distaccato. Guardate! Aprite gli occhi, soffermatevi ad ammirare la bellezza degli anemoni rossi, che nella Bibbia sono chiamati “gigli dei campi”, a forma di stella o tromba, grandi, profumati e di molti colori. Non si preoccupano, i fiori, del proprio abito, non si curano di tessere o filare. Fioriscono semplicemente, dove splende il sole e dove cade la pioggia. Il giglio chiamato “Il Re dei fiori”, simbolo di regalità, maestosità e bellezza è splendido, più di tutte le vesti regali di re Salomone, famoso per il lusso e la ricchezza. Impariamo dunque dai gigli cosa siano la grazia, la leggiadrìa, la leggerezza dell’essere, senza essere preoccupati, inquieti per la nostra vita, di quel che ci serve a sostenerla (cibo e vestito). Il Padre nostro, in cielo, sa di che cosa abbiamo bisogno.

 

Quello di Gesù è un invito a non fare della ricerca della prosperità e dello sfarzo lo scopo principale della vita, ed è un incoraggiamento a passare dalla preoccupazione alla fiducia adoperandosi innanzitutto per il regno di Dio, e tutto il resto ci sarà dato in più. «Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti» (Filippesi 4, 6). Amen.