L’opera dell’Agnello di Dio
Un giorno una parola – commento a Salmo 117, 1 e Apocalisse 5, 12
Lodate il Signore, voi nazioni tutte! Celebratelo, voi tutti i popoli!
Salmo 117, 1
Essi dicevano a gran voce: «Degno è l’Agnello, che è stato immolato, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la lode».
Apocalisse 5, 12
Il breve Salmo 117 contiene una potente e magnifica esortazione a lodare Dio rivolta a tutti i popoli e nazioni. La bontà di Dio non discrimina ma include, non alza muri di separazione ma li abbatte.
Il criterio e la logica di Dio sono diventati chiari e comprensibili nell’opera di Gesù Cristo. In Giovanni 1, 29 il Battista accoglie Gesù con le parole: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”.
L’Apocalisse ci svela l’immensa grazia di Dio che è diventata storia nella vita dell’Agnello di Dio.
Le schiere angeliche in un grandioso coro di lode affermano l’identità del Messia e Salvatore.
L’Agnello di Dio ha operato per un atto di unico e radicale amore: ucciso sulla croce, condannato senza colpa e umanamente destinato alla sconfitta e all’oblio contro ogni logica umana, risorge e riceve potenza, ricchezze, sapienza, forza, onore, gloria e lode. Appare evidente nel testo di Apocalisse che egli è in verità Dio. Le affermazioni di Apocalisse e del Salmo 117 si incontrano per dichiarare al mondo che Dio non ha dimenticato gli esseri umani. La memoria di Dio diventa azione di amore e di salvezza.
Il Dio del Salmo e dell’Apocalisse ci raggiunge per portare i nostri pesi e far risplendere il suo volto su di noi, liberandoci dalla schiavitù della sofferenza e della morte.
Ricordiamo che l’Emmanuele (Matteo 1, 23), Dio con noi e per noi, abbraccia gli esseri umani e dona loro pace e salvezza, per questo proclamiamo al mondo che “Cristo è la nostra pace” (Efesini 2, 14).
Noi abbiamo di solito difficoltà ad accettare che Dio sia contemporaneamente l’Onnipotente e l’Agnello, l’Eterno e il Crocefisso, tuttavia, ciò è possibile perché prima di tutto “Dio è amore” (1 Gv 4, 16). Amen.