Ricevere uno sguardo nuovo

Un giorno una parola – commento a Luca 24, 46-48

 

Il tuo cuore non porti invidia ai peccatori, ma perseveri sempre nel timore del Signore

Proverbi 23, 17

 

«Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Voi siete testimoni di queste cose.

Luca 24, 46-48

 

Non capita spesso di fermarsi nel mezzo della settimana. Eppure, è qui che cade questa festa, in una pausa nel ritmo di tutto il resto che non avevamo programmato.

È il giorno in cui Gesù dice ai suoi: voi siete testimoni. E poi sparisce dalla vista.

Strano modo di congedarsi. Prima apre la loro mente – Luca dice proprio così, come si apre una finestra in una stanza chiusa da troppo tempo – poi dice chi sono. E poi va.

 

Non lascia un programma. Lascia un’identità.

Testimoni. Non eroi, non volontari. Persone che erano lì, che hanno visto qualcosa che non riescono a non raccontare. Non perché debbano, ma perché quando hai visto una cosa così, non riesci a fare finta di niente.

 

La vocazione verrà. Le nazioni, il perdono da annunciare, la strada. Ma prima c’è questo ricevere uno sguardo nuovo su tutto. La finestra aperta non dà su un cortile: dà su tutte le nazioni, dice Gesù. Il mondo intero entra nella stanza.

 

E allora oggi, giorno dell’Ascensione: stare un momento fermi su questo. Su un terreno che non abbiamo costruito noi, in uno spazio più grande di noi. Chissà che non sia un caso che questa festa arriva nel mezzo della settimana, non come una conclusione, ma come una pausa in cui ricordarsi chi siamo prima di ricominciare. Amen.