L’incontro che trasforma

Un giorno una parola – commento a Atti degli apostoli 10, 34-35

 

 

Sorgi, o Dio, giudica la terra, poiché tutte le nazioni ti appartengono

Salmo 82, 8

 

 

Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito»

Atti degli apostoli 10, 34-35

Le parole di Pietro ci portano nel contesto del primo – e decisivo – conflitto tra Cristianesimo nascente ed Ebraismo. Il discepolo ha appena incontrato Cornelio, un ufficiale romano. È stato mosso da una visione in cui una voce celeste lo ammoniva di non considerare “impuro” – vale a dire irrimediabilmente lontano da Dio – ciò che Dio stesso definiva puro.

 

La visione si fondava su immagini tipiche del suo tempo, cibi commestibili o vietati, uno tra i più tangibili e radicali tabù della cultura ebraica. Con quella visione il Signore rammenta che la questione non è mai legata alla ritualità in quanto tale, ma alla vita delle persone, e che non esiste un gruppo che di per sé è privilegiato rispetto a un altro: essere “popolo di Dio”, nella prospettiva cristiana, non è una condizione, è un cammino. Questo itinerario si fonda sul “timore” e sull’“operare giustamente”: non sono due azioni distinte, bensì la coppia di atteggiamenti che definisce i credenti anche nel linguaggio dei profeti, come per es. Michea 6, 8.

 

Pietro non riconosce a Cornelio piena dignità solo in via di principio, va ben oltre, si ferma a casa sua, intavola con lui una relazione profonda, che porterà a una nuova Pentecoste. Questo versetto ci ricorda alcune verità: ciò che “smonta” il pregiudizio è la vicinanza, l’incontro precede sempre la teoria. L’accoglienza di Dio verso chi lo prende sul serio riguarda tutti, tutte, non esiste un metro etico diverso per ogni popolo, e noi siamo chiamati e chiamate sempre a rammentarlo.

 

Questo brano ricorda che, in un incontro autentico, la conversione non è mai solo di una parte: Cornelio si converte, certo, ma anche Pietro è protagonista di un cambiamento fondamentale. Per vivere tutto questo concretamente serve costante attenzione: il principio va tradotto in scelte: a tavola, di amicizia, di ospitalità. Amen.