Riconoscere la bontà di Dio

Un giorno una parola – commento a Romani 2, 4

 

 

Il Signore dice: «Non ti annienterò; però, ti castigherò con giusta misura»

Geremia 30, 11

 

Non riconoscete che la bontà di Dio vi spinge al ravvedimento? 

Romani 2, 4

Come considerare quel che si ha e quel che non si ha – beni, relazioni, opportunità? I modi per spiegare questo aspetto dell’esistenza sono diversi: possiedo per merito, per fortuna, per eventi imponderabili; non ho a causa della mia ignavia, malvagità altrui, sfortuna, destino “cinico e baro”… Difficile dire se c’è una risposta unica, definitiva, oppure se ci sentiamo meritevoli, fortunati o vittime di complotti: spesso la valutazione che diamo dipende da molti fattori: lo stato d’animo, le contingenze in cui ci poniamo la domanda.

 

L’apostolo Paolo affronta la questione da un’altra prospettiva: ciò che abbiamo ricevuto e che abbiamo ha uno scopo: il ravvedimento.

Questa è una parola fondamentale, ma facile da fraintendere: spesso è stata interpretata come se fosse un atteggiamento tanto pio quanto astratto, un “moto del cuore” più che una visione del mondo. La parola originale è metanoia, cambiamento della mente, cambio della direzione della vita, che deriva dal riconoscimento che ciò che abbiamo viene da Dio.

 

Avere o non avere, desiderare o rimpiangere, dunque, non è semplicemente qualcosa che capita, bensì un’occasione per andare oltre. Per esempio, riflettendo serenamente sull’itinerario che ci ha portato alla condizione in cui ci troviamo, cercando la luce della benedizione nelle pieghe dei giorni. Per esempio, domandandoci cosa abbiamo fatto, come usiamo ciò che abbiamo, oppure ancora quanto ci avvelena l’esistenza quel che desideriamo senza ottenerlo.

 

Queste righe della lettera ai Romani, un po’ nascoste tra riflessioni ampie e più note, sollevano una questione che riguarda ogni essere umano: soppesare ciò che abbiamo e ciò che ci manca. Non allo scopo di colpevolizzarci, né di farci sentire inadeguati, ma di aiutarci a riconoscere la bontà di Dio e la nostra responsabilità. Amen.