Il pane quotidiano
Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 11
Il Signore to guiderà sempre, ti sazierà nei luoghi aridi
Isaia 58, 11
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
Matteo 6, 11
Durante la devastante siccità che ha colpito il regno di Israele, Elia viene inviato dal Signore presso una vedova che abita oltre i confini, a Sarepta (I Re 17). Quando il profeta chiede alla donna di dargli un pezzo di pane, questa risponde che ha solo una manciata di farina e un po’ d’olio – mangeranno quel poco e poi lei e suo figlio attenderanno la morte per fame. Ma in quella casa, la farina e l’olio non mancheranno mai e saranno sufficienti per sfamare tre persone. È il racconto di un miracolo, forse ingenuo, ma dal profondo significato: la grazia del Signore non fa mancare il necessario per il suo servitore. È il pane quotidiano.
Nella preghiera che ha insegnato ai suoi discepoli, Gesù ci dice che, dopo aver pregato per la gloria di Dio, non solo possiamo ma dobbiamo pregare anche per la nostra vita quotidiana: il pane, il debito, la tentazione. Nel suo Piccolo Catechismo, Lutero fa un lungo elenco di tutte le cose che possono essere comprese nella menzione del pane: il cibo, le bevande, un buon matrimonio…
In realtà, anche se può sembrare riduttivo limitare la nostra richiesta al pane, l’esempio del profeta Elia apre il nostro sguardo ad orizzonti più ampi – alla grazia di Dio che sostiene e rafforza la nostra esistenza. Inoltre, la parola pane si oppone alla parola fame – e nel pronunciarla, abbiamo presenti tutte quelle situazioni (e sono tante) in cui la fame è dominante tanto da portare a compiere azioni impensabili in situazioni normali.
Inoltre, nella nostra preghiera riconosciamo che il pane è un dono – magari raggiunto col sudore della fronte, ma pur sempre un dono. E in più, nel pane per l’oggi leggiamo la promessa e l’anticipazione del banchetto del Regno di Dio.
Infine, Gesù ci insegna che il pane non è mio: è nostro. La dimensione comunitaria è fondamentale e quindi anche il pane è condiviso. Così come lo spezziamo al momento della cena, dobbiamo spezzarlo anche per condividerlo con chi non ha di che vivere. Amen.