Esprimere la riconoscenza per i doni ricevuti da Dio

Un giorno una parola – commento a Salmo 97, 11

 

 

La luce è spuntata per il giusto, e la gioia per i retti di cuore

Salmo 97, 11

 

 

Quando fai un convito, chiama poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambiare.

Luca 14, 13-14

Leggendo questo Salmo credo che ogni credente rimanga sorpreso nella doppia affermazione della luce e della gioia quali doni del Signore. Doni non richiesti e quindi sono da leggere come eventi provenienti dalla grande bontà del Signore. Doni gratuiti che manifestano l’appartenenza alla comunità dei giusti e dei retti di cuore. Chi sono costoro?

 

Nella Bibbia si parla più volte di persone giuste che con la propria vita obbediente alla volontà di Dio rendono gloria al Signore. Sono i giusti con una vita diretta a compiere la sola volontà di Dio. Sono i giusti ai quali vi sarà l’eredità del Regno di Dio. Sono i giusti che costruiscono una comunità di fedeli al Signore riconoscenti per la gioiosa grazia ricevuta.

 

Certo è anche vero quanto è scritto nel libro di Giobbe: «Può il mortale essere giusto davanti a Dio? Può l’uomo essere puro davanti al suo creatore?» (Giobbe 4, 17). Il testo di Giobbe ci fa capire che da solo e senza l’aiuto di Dio nessun essere umano può essere giusto. Guai a coloro che si innalzano col proprio orgoglio dimenticando che solo il Signore ci rende capaci di agire con giustizia.

 

Per questo il nostro Salmo è una porta aperta ai doni di Dio, doni che tante volte dimentichiamo di aver ricevuto e senza riconoscenza crediamo di essere noi soli a disporre della grazia divina. Dobbiamo di tempo in tempo ritornare a ritrovare la luce della Parola di Dio per vivere sia nel lodare il Signore della giustizia ricevuta sia nell’operare nel mondo per manifestare la nostra riconoscenza. Amen.