Mariann Budde pronta a dimettersi per limiti di età

La vescova episcopale, salita alla ribalta della cronaca per le critiche dal  pulpito al presidente Trump, ha annunciato l’avvio dell’iter per individuare chi guiderà la diocesi di Washington dopo di lei

 

La vescova Mariann Budde, diventata famosa per aver esortato il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ad avere pietà degli immigrati e dei più disagiati, ha annunciato giovedì 1° ottobre le sue dimissioni da capo della diocesi episcopale di Washington. La decisione dà il via a un processo che durerà quasi due anni per trovare il suo successore, mentre conclude il suo lungo mandato come una delle figure religiose più in vista del Paese.

 

Budde rimarrà vescova di Washington fino a giugno 2028, data in cui verrà consacrato il suo successore.

La guida della diocesi episcopale di Washington è considerata una posizione influente all’interno della Chiesa episcopale: il mandato di Budde è stato lungo (avrà guidato la diocesi per 17 anni al momento del suo ritiro) e insolitamente di spicco. Ha fatto notizia fin dall’inizio: quando è stata eletta a tale carica nel 2012, è diventata la prima donna a ricoprirla, ispirando le donne di tutta la Comunione anglicana, alcune delle quali si sono recate a Washington per imparare da lei.

 

Budde è ancor più nota per il suo ruolo nella politica statunitense, che le ha procurato un livello di attenzione nazionale atipico per un vescovo episcopale. Come molti leader religiosi di Washington, Budde ha partecipato ad azioni di attivismo, come ad esempio una protesta davanti all’ufficio del senatore repubblicano del Kentucky Mitch McConnell nel 2019 per chiedere una legge contro la violenza armata. Ha anche recitato una preghiera alla Convention Nazionale Democratica del 2020.

 

Ma sono stati i suoi scontri con il presidente Donald Trump a renderla una figura nota a livello nazionale. Inizialmente, la vescova aveva adottato un tono conciliante quando Trump fu eletto nel 2016, accettando di ospitare la tradizionale funzione religiosa nazionale nella Cattedrale Nazionale per il presidente entrante, nonostante le richieste di cancellare l’evento. Ma fu comunque coinvolta nelle proteste contro il presidente durante il suo primo mandato e, quando la polizia federale, su ordine dell’amministrazione Trump, allontanò con la forza i manifestanti per la giustizia razziale da Lafayette Square nel giugno 2020 – espellendo anche un sacerdote episcopale e un seminarista dal patio della chiesa episcopale di St. John – Budde espresse la sua indignazione sui media nazionali, condannando l’azione della polizia e il servizio fotografico del presidente davanti alla chiesa subito dopo.

 

Lo scambio di battute tra i due culminò in un momento drammatico il primo giorno del secondo mandato di Trump, quando il presidente sedeva tra i banchi della Cattedrale Nazionale di Washington mentre Budde pronunciava un sermone in cui lo esortava ad «avere pietà» degli immigrati e dei bambini LGBTQ. Il sermone, che scatenò una feroce condanna da parte di Trump e dei suoi alleati, trasformò Budde in una figura internazionale da un giorno all’altro: i suoi sostenitori crearono magliette con la scritta “Bishop Budde Fan Club” e il libro di Budde, “How We Learn to Be Brave: Decisive Moments in Life and Faith” (Come impariamo ad essere coraggiosi: momenti decisivi nella vita e nella fede), divenne improvvisamente un successo.

 

Ma quando le è stato chiesto quali fossero i momenti salienti del suo mandato come vescovo, Budde ha glissato, affermando di «non essere pronta a fare un bilancio retrospettivo» perché rimane concentrata sui prossimi due anni del suo mandato.

Ha infine scherzato sul fatto che alcuni dei suoi critici potrebbero reagire diversamente alla notizia: «Penso che ci saranno alcune persone che diranno: “Oh, ok finalmente”», ha detto ridendo.