Cerca il bene di coloro che stanno ai margini

Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 15

 

 

Cercate il bene e non il male, affinché viviate

Amos 5, 14

 

 

Guardate che nessuno renda ad alcuno male per male; anzi cercate sempre il bene gli uni degli altri e quello di tutti

I Tessalonicesi 5, 15

Sono le nostre chiese realmente inclusive? Siamo ancora la “chiesa dei mescolati” come ci ha insegnato la Riforma protestante o stiamo scivolando verso una chiesa che conta i suoi membri fedeli? Cioè siamo una chiesa che si arrocca in un cerchio centrale stretto e solidale e ignora i margini?

 

Queste domande non sono solo le nostre, mossi dalla situazione di secolarizzazione che oggi ben conosciamo. Già la chiesa delle origini combatteva con le stesse questioni e tentazioni. Questo a ben considerare l’esortazione dell’apostolo Paolo sul cercare il bene di tutti. Paolo utilizza questa tradizionale esortazione che si trova in molti passi biblici, in un contesto particolare. Si riferisce alla presenza nella chiesa di alcuni definiti disordinati, scoraggiati e deboli, persone che noi potremmo identificare con chi abita i margini di una chiesa. Quelli su cui non si può contare veramente, che non partecipano ma criticano, o che seguono da lontano, che non si fidano.

 

Una chiesa già in difficoltà a volte non riesce a tollerare questa situazione e ha la tentazione di ripagare con la stessa moneta questi atteggiamenti di lontananza. Paolo ha una proposta forte: sostituire la cortesia e la tolleranza inefficace, in una azione sincera di amore fraterno. Un impegno attivo che cerca il bene di coloro che stanno ai margini perché il loro bene coincide con quello del corpo di Cristo nella sua interezza.

 

Paolo lancia una sfida non da poco alla chiesa di Tessalonica: non cedere alla tentazione di perdere i margini; il rischio è perdere tutto il corpo. Questa esortazione di Paolo è per noi ed è anche per noi una sfida non da poco. Coglierla con fantasia rientra nell’esercizio dell’amore trasformante. Amen.