Le risposte di Dio

Un giorno una parola – commento a Geremia 23, 35

 

 

Direte così, ognuno al suo vicino, ognuno al suo fratello: “Che ha risposto il Signore? Che ha detto il Signore?”

Geremia 23, 35

 

 

Pietro si ricordò delle parole di Gesù che gli aveva dette: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, andato fuori, pianse amaramente

Matteo 26, 75

 

 

“What’s the buzz, tell me what’s happening?” (trad. “Qual è la novità, dimmi cosa sta succedendo”) cantano i discepoli a Gesù nel musical “Jesus Christ Superstar”. Vogliono sapere cosa sta per succedere, essere rassicurati sull’imminente vittoria di Cristo sulla corrotta Gerusalemme. Il Tempio, all’epoca, è in mano a sacerdoti senza scrupoli che usavano le cariche religiose per accumulare potere e denaro, e forse i tempi non sono cambiati granché.

 

Ma evidentemente questi problemi sono molto più antichi di Gesù, se già il profeta Geremia tuonava: «Profeti e sacerdoti sono empi, nella mia casa stessa ho trovato la loro malvagità», dice il Signore”. (Ger. 23,11). Geremia è molto duro con i profeti che “espongono le visioni del proprio cuore, e non ciò che proviene dalla bocca del Signore” (Ger. 23:16), e vieta loro di sostenere che le loro fantasie, i loro sogni, siano parole dirette di Dio. Il profeta, allora, invita il popolo a mettere in questione coloro che dicono di parlare con le parole di Dio, perché costoro saranno rigettati da Dio stesso, allontanati dalla terra e dalla città che era stata data ai loro padri, dice il Signore.

 

La risposta di Gesù è molto più concreta: “basta ad ogni giorno il suo affanno”. Cercare di vivere nel futuro, in un sogno di vendetta contro i malvagi, non solo non serve a niente, ma impedisce di lottare per la giustizia oggi. La Via di Dio è molto più complessa della violenza degli esseri umani, e ancora facciamo fatica a capire come amare il nostro nemico e perdonare settanta volte sette, possa aiutare a vincere questa guerra. Ma l’affermazione di Dio è chiara, questa è la Sua volontà, e il nostro comando. Chiediamo al Signore conforto e coraggio, e ai fratelli e alle sorelle chiediamo conto del Vangelo, perché ci portino la vera Parola di Dio: pace, e non odio, giustizia, e non vendetta. Amen.