Il Regno di Dio è già all’opera

Un giorno una parola – commento a Matteo 15, 31

 

 

Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io faccio un patto: farò davanti a tutto il tuo popolo meraviglie, quali non sono mai state fatte su tutta la terra né in alcuna nazione; tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera del Signore

Esodo 24, 10

 

La folla restò piena di stupore nel vedere che i muti parlavano, gli storpi erano guariti, gli zoppi camminavano e i ciechi vedevano, e diede gloria al Dio d’Israele

Matteo 15, 31

 

 

I muti che parlano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminano e i ciechi che vedono sono segni del Regno di Dio, l’attuale mondo capovolto. Sono parole di liberazione da situazioni che sembravano senza via d’uscita. Pochi versetti prima, Gesù parla dei farisei come dei ciechi. Per questo le parole muto, cieco, paralizzato possono essere comprese anche in un senso più ampio.

Sono immagini di una liberazione che riguarda tutta la persona: chi era diventato sordo per le troppe grida, chi era rimasto senza parole per la situazione in cui viveva, chi era accecato da pregiudizi o paure, chi era paralizzato dalla propria condizione, è liberato. E la folla vede tutto questo con i propri occhi: accade davanti a loro.

Gesù era partito dal territorio di Tiro e Sidone e da lì aveva raggiunto il mare di Galilea, attraversando una sorta di terra di nessuno (v. 33). Coloro che assistono alle guarigioni glorificano il Dio d’Israele: non sono ebrei. Sono loro i testimoni di questi segni del Regno di Dio. Altro che “prima i nostri”!

Anche la nostra società tende a chiudersi sempre di più: a non vedere chi resta ai margini, a non ascoltare il grido di chi soffre e a lasciarsi paralizzare dalla paura. Ma i segni del Regno ci invitano a fare il contrario: aprire gli occhi, prestare ascolto, ritrovare la parola e il coraggio di metterci in cammino. Là dove gli esseri umani tornano a parlare, a vedere, a rialzarsi e a camminare insieme, il Regno di Dio è già all’opera. E spesso sono proprio coloro che consideriamo “lontani” a riconoscerlo per primi e a glorificare Dio. E noi? I segni del Regno sono davanti a noi. La domanda è se, come quella folla, sapremo vederli oppure, come i farisei, continueremo a rimanere ciechi davanti a ciò che Dio sta facendo. Amen.