Quando l’IA da creatura diventa Creatore
La rubrica “Tra le parole” del Culto evangelico dedicata all’approccio delle chiese all’Intelligenza artificiale
«Stanno giocando con le nostre vite, così ha detto Jacob Coxson, un ricercatore che ha lavorato sul potenziamento dell’intelligenza artificiale di Antropic […] L’IA potrebbe ucciderci […]. Il vero pericolo potrebbe emergere qualora l’IA diventasse in grado di migliorarsi in autonomia». Un allarme, questo, tra i tanti lanciati dai media nei giorni scorsi, raccolto in questo caso nel servizio giornalistico del TG1 Rai curato da Chiara Romanello. L’annuncio che l’IA possa prendere il controllo sull’umanità secondo numerosi esperti, però, è pura fantasia.
La Commissione per i problemi etici posti dalla scienza delle chiese battiste, metodiste e valdesi ha recentemente diffuso online un documento dal titolo Intelligenza Artificiale note per una riflessione etica e teologica in prospettiva protestante, proprio per aiutare ad affrontare con cognizione di causa il tema. Coordinatrice della Commissione è la pastora Ilenya Goss, alla quale abbiamo chiesto di partire dalla fine: non quella escatologica e teologica che richiama l’Armageddon, bensì quella paventata nei titoli giornalistici.
«Qui – ha detto Goss a “Tra le parole” –, si solleva la questione del funzionamento del kill switch, ossia la possibilità umana di un controllo per interrompere un percorso iniziato dall’Intelligenza artificiale. Se questo non dovesse funzionare, allora e solo allora, l’Intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un rischio e una minaccia. Per evitare allarmismi, ribadisco – ha sottolineato Goss – l’importanza della comprensione critica di questa rivoluzione, nella quale siamo ormai immersi».
Ma davvero questo interruttore (kill switch) potrebbe non funzionare? “Tra le parole” l’ha chiesto a chi quotidianamente opera con le nuove tecnologie, Sandro Rosso, consulente e manager specializzato in Intelligenza artificiale e innovazione digitale.
«Certamente l’IA comporta dei rischi, come sempre è stato per tutte le tecnologie – ha esordito Rosso –. Tuttavia, sostenere che L’IA possa sopraffare l’umanità la ritengo un’ipotesi azzardata, un’esagerazione che rischia di sviare dai problemi reali. L’IA non ha capacità cognitiva, non è dotata di un’autocoscienza, e dunque non cercherà di ribellarsi all’uomo; semplicemente perché non ha nessun interesse a farlo. Non può comportarsi in modo diverso da come è stata addestrata. Il punto è proprio questo: come è stata addestrata… Quello che gli ascoltatori di questa trasmissione chiamerebbero libero arbitrio non esiste nell’IA, non può esistere.
Conoscere i principi di base del funzionamento dell’IA permette di distinguere quelli che sono i veri rischi dalle boutade, mi permetta, di chi ha bisogno più che altro di raccogliere visibilità per la sua prossima startup facendo passare in secondo piano i rischi reali legati al tema del lavoro, all’impatto che questo può avere sulla società, sino alla trasfigurazione della realtà, molto più pervasiva di quella dei social media e ancora dell’impatto sociale, a esempio sul mondo dell’istruzione; per non parlare dei rischi legati alle disuguaglianze che I’IA, come tutte le tecnologie di frontiera, genera. Ciò che i big della tecnologia fanno, non è altro che raccogliere i nostri dati utilizzandoli per fornire un nuovo servizio».
L’IA è già realtà e lo è anche nella vita di tante chiese ed è per questo che la Facoltà valdese di Teologia insieme alla Comunione mondiale di Chiese Riformate proporrà il 6-7 ottobre un incontro dal titolo: «Teologia, ministero ecclesiastico ed etica nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale». Un Simposio ecumenico, il terzo, che si terrà nell’Aula Magna della Facoltà valdese, in Via Pietro Cossa 40, a Roma.
Due giornate di confronto ecumenico con teologi, pastori e studiosi di diverse tradizioni cristiane, che arriveranno da tutto il mondo.
“Tra le parole” ha raggiunto la professoressa Francesca Nuzzolese, docente di Teologia pratica presso la Facoltà valdese di Roma, che introdurrà e condurrà il convegno: «L’idea che sta dietro a questo Convegno è nata dalla collaborazione con l’Ufficio ecumenico della World Communion of Reformed Churches di Roma. Ci è sembrato naturale affrontare un tema così complesso attraverso il dialogo, mettendo attorno allo stesso tavolo colleghi e colleghe, voci e prospettive teologiche provenienti da diversi contesti del mondo cristiano. Non ci aspettiamo ovviamente di ottenere risposte univoche, ma di allargare lo sguardo e approfondire ciò che questa trasformazione significa per le nostre chiese, per la nostra società e per la formazione teologica”. Il convegno sarà disponibile anche in streaming.
«Tra le parole» è andata in onda domenica 20 settembre per il «Culto evangelico», trasmissione (del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per riascoltare il programma è possibile collegarsi al sito: www.raiplaysound.it