La buona novella. Impegno cristiano contro la tortura
La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie
La buona notizia questa settimana ci parla di memoria, impegno e speranza. Dopo tre anni di chiusura torna infatti ACAT Italia, l’Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura. L’annuncio è arrivato proprio in occasione della Giornata internazionale a sostegno delle vittime della tortura, il 26 giugno. Quella di ACAT è una storia che affonda le proprie radici nella testimonianza del protestantesimo italiano e, in particolare, nell’intuizione del pastore valdese Tullio Vinay.
Fu lui, nel marzo del 1974, a denunciare pubblicamente a Parigi le torture inflitte ai prigionieri politici in Vietnam. Le sue parole colpirono profondamente la riformata francese Hélène Engel, che decise di trasformare quello sdegno in un impegno concreto, dando vita a un movimento ecumenico capace di unire cristiani di diverse confessioni nella difesa della dignità umana. Da quella scintilla nacque ACAT, oggi presente in una trentina di Paesi.
La sezione italiana venne fondata nel 1987 grazie all’impegno della chiesa valdese di Roma insieme al movimento Rinascita Cristiana, caratterizzandosi dunque fin dall’inizio per una scelta ecumenica. Negli anni l’associazione ha promosso campagne contro la tortura e la pena di morte, sostenuto la ricerca universitaria e in generale mantenuta viva l’attenzione sui diritti umani minacciati ogni giorno, ovunque.
Oggi ACAT Italia torna dunque a far sentire la propria voce. In un tempo segnato da guerre, violenze e abusi, l’associazione rilancia il proprio impegno di monitoraggio, denuncia e informazione, ricordando che la lotta contro la tortura riguarda tutte e tutti.