Fede e femminismo non si contraddicono
Alla sessione ONU di Ginevra la Federazione Luterana Mondiale costruisce ponti per i diritti delle donne
Fede e femminismo non si contraddicono — è questo il messaggio che la Federazione Luterana Mondiale (LWF) ha portato il 15 giugno scorso a Ginevra, durante la 62ma sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
L’evento collaterale, intitolato Faith and Feminism – advancing human rights through inclusive dialogue, è stato co-organizzato dalla LWF insieme al Consiglio Ecumenico delle Chiese, alla Comunità Internazionale Bahá’í e a LDS Charities, sotto l’ombrello del Faith and Feminism Forum.
A rappresentare la Federazione Luterana Mondiale (LWF) la pastora Lilana Kasper, prima direttrice esecutiva donna della Comunione Luterana nell’Africa Meridionale (LUCSA) — che riunisce 15 chiese luterane in 10 paesi della regione subsahariana.
«La fede viene spesso presentata come in tensione con l’uguaglianza di genere», ha detto Kasper.
«Ma questo evento ha messo in luce come le nostre chiese e comunità di fede stiano sfidando pratiche dannose e rivendicando nuove narrazioni, promuovendo dignità, uguaglianza e giustizia per tutti».
E ha aggiunto: «La fede è spesso la ragione del perché siamo impegnate nella promozione della giustizia e nella prevenzione della violenza sessuale e di genere».
Il contesto non è ottimistico. Kasper ha riconosciuto che la resistenza ai diritti delle donne è in crescita a livello globale.
Chi lavora con le sopravvissute alla violenza, chi cerca di rendere conto ai responsabili, chi sfida norme e pratiche dannose: spesso lo fa con poco sostegno e molto isolamento.
«Anche se spesso abbiamo l’impressione di non fare impatto, è fondamentale continuare a lavorare e trovare nuove strade di collaborazione».
Il pregiudizio da smontare è l’idea che religione e diritti delle donne siano incompatibili.
La tradizione luterana conosce donne come Katharina Schütz Zell, che nel XVI secolo pubblicava testi teologici e difendeva i rifugiati.
Come Margot Käßmann, teologa e vescova.
Come le decine di donne luterane che hanno scritto Together We Pray, il libro di preghiere della Federazione pubblicato lo scorso maggio.
Quando la chiesa è fedele al Vangelo, le donne non sono un’aggiunta — sono parte costitutiva della sua voce profetica.
Il dialogo tra attiviste laiche per i diritti delle donne e rappresentanti delle comunità di fede non è scontato.
Le diffidenze sono reciproche, le storie di dolore a volte inflitte proprio in nome della fede.
Così l’evento di Ginevra ha mostrato che la convergenza è possibile — e necessaria. Perché di fronte alla violenza di genere, alla stigmatizzazione, all’impunità, servono tutte le voci. A partire proprio da quelle che pregano.
Foto di copertina. La pastora Lilana Kasper, direttrice esecutiva di LUCSA, interviene all’evento “Fede e femminismo” presso le Nazioni Unite a Ginevra. Foto: LDS Charities/M. Matthews