L’acqua viva del Tempo del Creato

La rubrica del Cultoradio dedicata ai materiali per il tempo liturgico dedicato alla cura del Creato

 

Tempo del Creato: si chiama così, in ambito ecumenico, il periodo che va dal 1° settembre al 4 ottobre, durante il quale – da più di un quarto di secolo – chiese di ogni confessione pregano per l’ambiente e riflettono sulla loro responsabilità di amministratori (e non di dominatori!) del Creato di Dio. Un nuovo tempo liturgico, insomma, per riscoprire Dio come Creatore e nel contempo il nostro dovere di custodire il Creato buono di Dio. La seconda Assemblea ecumenica europea, riunita a Graz, in Austria, nel 1997, motivava così la proposta: «È molto importante che le chiese risveglino e rafforzino la coscienza che l’impegno per la salvaguardia del Creato non rappresenta un qualsivoglia campo di azione accanto ad altri, ma deve costituire una dimensione essenziale della vita della Chiesa».

 

Il Tempo del Creato inizia il 1° settembre, che per i cristiani ortodossi è la Festa del Creato, e termina con il 4 ottobre, ricorrenza di Francesco d’Assisi. Ma da alcuni anni la Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia anticipa la presentazione del suo dossier di materiali liturgici, biblici e di approfondimento al 5 giugno, Giornata mondiale dell’Ambiente. Quest’anno la Commissione ha fatto suo il tema proposto dal Consiglio ecumenico delle chiese, «Acqua viva». Abbiamo chiesto di illustrarcelo alla coordinatrice della Glam, Maria Elena Lacquaniti.

«Un’immersione in “Acqua viva” è il tema proposto dal Consiglio ecumenico delle Chiese per il Tempo del Creato di quest’anno. La riflessione biblica parte dal capitolo 47 del profeta Ezechiele, in cui il Signore descrive l’effetto benefico delle acque che scorrono dal tempio, capaci di portare vita e gioia, fioritura, salute ed abbondanza. Ovunque, tranne che nelle paludi dove l’acqua stagnante sarà abbandonata al sale. Anche oggi ci sono luoghi del mondo in cui l’acqua, fonte di vita, necessita di aiuto per resistere e non morire, per non marcire o evaporare, completamente mangiata dal sale. Il dossier 2026 offre materiali che invitano a immergerci nell’”Acqua viva”, per far germogliare speranza dai luoghi paludosi dell’anima, dove sentimenti di abbandono e indifferenza possono farsi spazio in un momento così difficile per la storia dell’umanità. Occorre immergersi nell’acqua viva per guarire, per ritrovare la purezza dell’origine, per collaborare con fede al rinnovamento del mondo e vedere in ogni goccia d’acqua lo splendore della gloria di Dio».

 

Torniamo al 1° settembre che, come abbiamo detto, è la festa ortodossa della Creazione, per registrare un piccolo ma significativo progresso ecumenico: alla fine di maggio i responsabili del Lezionario Comune Riveduto (un lezionario ecumenico, cioè una raccolta di testi biblici per la liturgia, adottata da buona parte delle chiese protestanti e anglicane del mondo), hanno deciso di aggiungere ufficialmente la Festa del Creato al calendario liturgico. Il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese, ha affermato che «l’adozione ufficiale della Festa del Creato nel Lezionario Comune Riveduto è una pietra miliare nel cammino verso l’unità cristiana. È una scelta teologicamente profonda, liturgicamente valida, pastoralmente urgente e senza precedenti in ambito ecumenico».

 

La rubrica «Il cammino verso l’unità» a cura di Luca Maria Negro è andata in onda domenica 14 giugno durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it