«Liberate Natalie»

Giovane luterana arrestata dalle forze militari israeliane

 

«Liberate Natalie» — è l’appello che percorre le comunità luterane in Terra santa dopo che Natalie Abudayyeh, giovane luterana arrestata dalle forze militari israeliane, è stata prelevata con la forza dalla sua stanza nello studentato a Birzeit insieme ad altre tre colleghe.

 

Natalie Abudayyeh è membro della Chiesa Evangelica Luterana di Beit Jala, diplomata alla scuola luterana Talitha Kumi e studentessa di giornalismo e media all’Università di Birzeit.

È anche una delle migliori calciatrici della Palestina: gioca nella nazionale femminile ed è cresciuta nel Diyar Women Soccer Team, squadra a cui si è unita a sei anni.

Un percorso che unisce sport, studio e impegno comunitario — il ritratto di una generazione che costruisce il proprio futuro attraverso la formazione e la partecipazione.

 

«Siamo profondamente scioccati e inorriditi», ha dichiarato Imad Haddad, vescovo della Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e Terra santa (ELCJHL).

Imad Haddat chiede il rilascio immediato e incondizionato di Natalie, esprime la solidarietà dell’intera ELCJHL con la famiglia Abudayyeh e con le comunità di Beit Jala e Birzeit, invocando la sicurezza e libertà per Natalie. Natalie si aggiunge a migliaia di palestinesi detenuti senza accusa formale né processo. «È un sistema ingiusto e disuguale che paralizza e distrugge le comunità palestinesi», ha scritto il vescovo Haddad. Donne, uomini e bambini subiscono detenzione militare che può durare mesi o anni senza spiegazione.

 

Anche la Federazione Luterana Mondiale, LWF, si è prontamente mobilitata chiedendo, attraverso i propri canali diplomatici la liberazione di Natalie.

La Federazione ha inoltre chiesto a tutte le chiese sorelle, ai partner e ai fratelli e sorelle in Cristo nel mondo di adoperarsi per la liberazione di Natalie usando tutti i canali disponibili.

La CELI (Chiesa evangelica luterana in Italia) è in comunione con l’ELCJHL nell’ambito della Federazione Luterana Mondiale. Natalie appartiene ad una famiglia, quella luterana, di cui siamo parte. La sua detenzione, come la detenzione di tutte le persone ingiustamente imprigionate, ci riguarda.