In aumento le violazioni della libertà religiosa in Messico

Un recente rapporto, pubblicato dall’organizzazione Christian Solidarity Worldwide, denuncia l’incapacità del governo a garantire protezione a leader religiosi vittime di minacce e violenze

 

Aumentano le violazioni della libertà religiosa in Messico, mentre il governo non riesce a proteggere coloro che sono a rischio: è quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato il 29 maggio da Christian Solidarity Worldwide, organizzazione per i diritti umani con sede nel Regno Unito.

 

La ricerca, intitolata “Protezione sulla carta: la situazione della libertà di religione o di credo in Messico”, rileva che le violazioni della libertà religiosa rientrano in due categorie sovrapposte: quelle commesse da organizzazioni criminali e quelle che si verificano nei villaggi governati dove vige il sistema degli “usi e costumi”, secondo cui i leader ritengono di avere il diritto di obbligare i residenti a partecipare a eventi religiosi e a contribuire finanziariamente ad attività associate alla religione maggioritaria (il cattolicesimo romano). Coloro che si rifiutano possono subire la negazione dei diritti di nascita e di sepoltura, la perdita del diritto di voto e di lavoro, il blocco dell’accesso all’acqua e all’elettricità, la detenzione arbitraria, la violenza e lo sfollamento forzato.

CSW ha documentato oltre 130 casi di gravi violazioni della libertà religiosa negli ultimi anni. Solo nello Stato di Oaxaca, il governo statale ha riconosciuto più di 60 casi negli ultimi tre anni.

 

Tra i casi documentati c’è quello del pastore Mariano Velásquez Martínez, un cristiano protestante che a gennaio è stato sfrattato con la forza dalla sua comunità di Santiago Malacatepec, nel comune di San Juan Mazatlán Mixe, insieme alla moglie e alla figlia neonata. Gli era stato ordinato di compiere riti religiosi cattolici, tra cui inginocchiarsi e pregare davanti a un’immagine sacra. Al suo rifiuto, è stato detenuto per 48 ore prima che un’assemblea comunitaria ne ordinasse l’espulsione.

Nello stesso mese, 11 membri di una comunità minoritaria avventista del settimo giorno a Pinal Salinas e Tzajalnabin, nel comune di Zinacantán, Chiapas, sono stati aggrediti e arrestati dopo essersi rifiutati di contribuire economicamente alle festività cattoliche. Le autorità locali inizialmente hanno chiesto 100.000 pesos messicani, circa 5.000 dollari, per il loro rilascio, prima di cedere a seguito all’intervento delle autorità statali.

 

Per quanto riguarda la criminalità organizzata, i gruppi criminali impongono coprifuoco e controllano la circolazione nelle regioni in cui operano, rendendo le riunioni religiose limitate o fisicamente impossibili. I leader religiosi che condannano pubblicamente la violenza sono spesso minacciati o subiscono violenze, e talvolta scompaiono o vengono uccisi.

Il rapporto documenta il caso di Benito Guevara Arcos, un missionario protestante di 79 anni scomparso nello stato di Guerrero il 31 marzo, dopo che uomini armati lo avevano costretto a salire in macchina in seguito a una contestazione sulla sua predicazione.

Un gruppo criminale ha affermato di averlo rilasciato il 4 aprile ad Amojileca, a 30 Km dal luogo in cui era stato portato, ma la sua famiglia non è riuscita a trovarlo. Il 13 aprile hanno presentato una denuncia di scomparsa alla Commissione Nazionale per la Ricerca delle Persone Scomparse dello Stato di Guerrero, ma non hanno sporto denuncia alla procura di Guerrero per timore di ritorsioni.

 

Nel settembre 2025, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha avvertito che l’impunità strutturale e l’indebolimento dello stato di diritto hanno reso il Messico uno degli ambienti più pericolosi dell’America Latina per la difesa dei diritti umani.

I difensori dei diritti umani citati nel rapporto affermano che le autorità classificano sistematicamente gli attacchi e gli omicidi di leader religiosi come crimini comuni, anziché indagarli a fondo. Il Centro Multimediale Cattolico è citato nel rapporto della CSW per aver registrato l’uccisione di un cardinale, 62 sacerdoti, un diacono, quattro dipendenti della Chiesa, 23 leader laici e un giornalista cattolico tra il 1990 e il 2025, con due sacerdoti scomparsi forzatamente nello stesso periodo.

 

Anna Lee Stangl, direttrice per la difesa dei diritti presso la CSW, ha esortato il governo del Messico ad affrontare la cultura dell’impunità che circonda i responsabili delle violazioni, aggiungendo che le vittime devono avere la certezza che la denuncia si tradurrà in protezione da parte del governo.

Un’indagine commissionata dal governo nel 2022 ha rilevato che oltre 3 milioni di persone appartenenti a minoranze religiose in Messico subiscono discriminazioni di vario genere. Un recente rapporto della Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR), un organismo autonomo dell’Organizzazione degli Stati Americani, ha rilevato che le sparizioni in Messico sono aumentate di oltre il 200% nell’ultimo decennio. La IACHR ha affermato che gli attori statali sono spesso implicati, direttamente o indirettamente, consentendo a gruppi criminali organizzati di operare impunemente.

 

Secondo l’organizzazione Global Christian Relief, che monitora le persecuzioni religiose, il Messico ha registrato il numero più alto al mondo di rapimenti e aggressioni accertati contro i cristiani tra la fine del 2023 e il 2025, con 376 episodi documentati in quel periodo. L’organizzazione ha osservato che i cartelli della droga prendono spesso di mira pastori e operatori sociali cristiani perché le attività antidroga e di sostegno ai giovani sono percepite come una minaccia al controllo criminale.

L’organizzazione Open Doors, che monitora le persecuzioni religiose a livello globale, afferma che gruppi criminali operano in tutto il paese, mettendo a rischio i cristiani, in particolare i leader religiosi e coloro che sono impegnati in attività di assistenza alla comunità. Nelle regioni indigene, i cristiani che abbandonano le proprie credenze locali rischiano multe, percosse, incarcerazione e sfollamento, e le autorità, nella maggior parte dei casi, non sono riuscite a fornire alcuna protezione né a garantire la loro incolumità.