Nella comunità cristiana non c’è posto per l’inganno
Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 4, 6
Il Signore, il tuo Dio, ti colmerà di beni; moltiplicherà tutta l’opera delle tue mani
Deuteronomio 30, 9
Nessuno opprima il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose
I Tessalonicesi 4, 6
Da un lato, l’inganno all’interno di una comunità cristiana può destare stupore e scandalo.
Dall’altro, chi vive la comunità, sa che il peccato si annida ovunque. Non si tratta del cinismo di chi ha visto di tutto, si tratta invece di conoscere la vera natura della comunità che, se da un lato è santa, dall’altro conserva la fallibilità umana; e per questo, deve sempre vegliare, ammonire nell’amore, emendarsi, maturare. Le parole dell’apostolo Paolo ci fanno capire che la comunità cristiana è chiamata a essere un luogo dove lo schema della sopraffazione del prossimo si spezza.
I credenti non sono migliori delle altre persone, ma vivono in un corpo comunitario raccolto da un Dio che non ha ingannato. Che ha detto quello che intendeva e ha fatto quello che ha detto; che ha promesso e mantenuto; che in Cristo ha scelto la trasparenza fino alla croce: nessuna tattica, nessun calcolo, nessuna protezione di sé a scapito degli altri.
Vivere nella comunità di questo Dio significa reimparare la lingua della verità. Significa scegliere, ogni giorno, di non costruire la propria casa sulle macerie dell’altro; significa rinunciare al vantaggio ingiusto.
È una disciplina spirituale concreta. Non è mistica, è etica. Non è fatta di grandi gesti, ma di scelte quotidiane: dire quello che penso, fare quello che dico, non usare la fiducia altrui come leva per i miei interessi.
Il Signore è vendicatore di tutte queste cose, aggiunge l’apostolo. Non è una minaccia, è l’enunciazione di una garanzia per gli ingannati. È l’affermazione di una giustizia universale che non tollera indefinitamente la menzogna; ma, prima o poi, raddrizza ciò che è storto.
E nel frattempo, la comunità che sceglie la verità diventa – anche solo in questo – un segno del regno che viene. Amen.