La Buona novella. La storia continua

La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie

 

Martedì 26 maggio è una data importante per la storia dell’Ospedale valdese di Torre Pellice, in Città metropolitana di Torino. Con il suo gemello di Pomaretto e il cugino nel capoluogo piemontese, costituiva l’ossatura dell’assistenza sanitaria valdese. Una storia che per il nosocomio torrese inizia esattamente 200 anni fa (per questo sono stati previsti un convegno il 22 maggio e una mostra curata dal Centro culturale valdese di Torre Pellice): nella prima metà dell’Ottocento le risorse economiche nelle Valli non erano certo ingenti e quindi arrivarono donazioni cospicue dalle cancellerie e dalle ambasciate inglesi, olandesi, prussiane, un po’ in chiave anticattolica ma soprattutto in solidarietà con le drammatiche vicende di una piccola enclave protestante nell’Italia cattolica. Il donatore più generoso fu – pensate – Alessandro I, zar di tutte le Russie.

 

L’ospedale ha vissuto un’importante crescita nell’offerta dei servizi erogati e nella qualità degli stessi, per poi dover essere ceduto alla Regione Piemonte per 1 simbolico euro, poco più di 20 anni fa: una vicenda dolorosa e nota, che richiese anche un Sinodo straordinario delle chiese metodiste e valdesi. Poi anni di mobilitazione popolare contro la chiusura, con marce che coinvolsero migliaia di persone, un ridimensionamento e oggi, finalmente, grazie ai fondi Pnrr, un risveglio.

 

Da martedì 26 maggio ha infatti aperto la Casa di Comunità, un nuovo servizio pensato per completare l’offerta assistenziale sul territorio e offrire risposte rapide ad alcuni bisogni di salute. Sarà presente l’Ambulatorio delle Prestazioni Indifferibili, aperto dalle 8 alle 20, dal lunedì al venerdì a cui parteciperanno a rotazione i medici di medicina generale. L’ambulatorio è dedicato a richieste che necessitano di una gestione rapida ma che non sempre trovano spazio nella normale attività programmata del proprio medico, come a esempio prescrizioni di farmaci dopo una dimissione ospedaliera, certificazioni di malattia e altre necessità non differibili.

 

Dopo 200 anni, la storia continua.