Un sinodo, tanti cantieri

L’annuale assise dell’Epudf, la Chiesa protestante unita di Francia

 

Vivere la Chiesa universale” era il grande tema del sinodo nazionale 2026 della Chiesa protestante unita di Francia (Epudf), riunito a Montbéliard, nel Doubs al confine con la Svizzera, dal 14 al 17 maggio. Ed è proprio su questo argomento che i progressi sono stati più concreti, racconta la giornalista Laure Salamon sul giornale Réforme, con l’adozione di un testo di riferimento. «Tra i punti chiave di questo testo, c’è una tabella di marcia destinata alle chiese locali, invitate a valorizzare tutto ciò che già vivono della Chiesa universale, così come ai consigli regionali, chiedendo loro di favorire la condivisione di esperienze intorno alla loro apertura al mondo», sottolinea Christian Baccuet, presidente del consiglio nazionale dell’Epudf.

 

Il testo chiede anche «di condurre una riflessione sulla visione e la riorganizzazione istituzionale di tutte le relazioni internazionali della nostra Chiesa (organizzazione, mandati e mezzi, finanziari e umani) in consultazione con i servizi della stessa (relazioni internazionali, infanzia-giovinezza, formazione-evangelizzazione, ecologia e giustizia climatica…), il Défap  (Servizio protestante di missione) e laUepal (Unione delle chiese protestanti di Alsazia e Lorena». «Articolare meglio queste strutture permetterà sia meno pesantezza istituzionale che un arricchimento reciproco», riassume Christian Baccuet.

 

Il testo non è tuttavia stato approvato all’unanimità. «È un testo molto bello, molto ben scritto. Ma diversi delegati sono intervenuti per dire che era un po’ un peccato aver parlato di qualcosa di così generale come la Chiesa universale quando la vera questione pratica è quella del futuro del Défap”, commenta Christophe Cousinié, delegato della regione Cévennes-Languedoc-Roussillon. Secondo lui, «molti sembravano più o meno d’accordo per porre fine al Défap come struttura missionaria». Una diagnosi che non condivide la pastora Nathalie Chaumet, delegata per la regione parigina: «Non ho sentito la morte del Défap. Al contrario, ho sentito piuttosto una prudenza nel modo di far evolvere questo strumento che rimane, credo che tutti l’abbiano detto, un servizio molto importante».

 

Un altro importante argomento di dibattito ha riguardato il nuovo ministero del diacono, i cui progressi sono stati presentati a tutti a Montbéliard.«Ci sono state diverse reazioni. Ci viene spiegato che si tratterebbe di un ministro della Chiesa, con missioni spirituali e religiose, ma con una formazione ridotta a due anni di teologia, contro i cinque previsti per i pastori. Si può immaginare che alcuni preferiranno questa via più corta, il che potrebbe comportare un livellamento verso il basso del livello teologico. E, alla fine, non ci saranno più pastori», lamenta Christophe Cousinié.

Da parte sua, Corinne Rives, delegata della regione Sud-Ovest, si interroga sul vincolo di mobilità previsto per i diaconi, che non potrebbero rimanere in carica per più di due mandati di quattro anni nello stesso luogo. Secondo lei, questa limitazione rischia di complicare alcuni impegni a lungo termine.«Con questo vincolo di mobilità, sarebbe difficile per un diacono prendere la direzione di un istituto come la fondazione John-Bost, portare avanti in modo duraturo un progetto di apertura e accoglienza incondizionato o ancora esercitare in una cappellania ospedaliera». 

 

Un altro punto di tappa riguardava la commissione “molestie, discriminazioni, violenza sessista e sessuale”, istituita nel gennaio 2026 in seguito ai numerosi voti adottati l’anno scorso. «Non mi stanco mai di salutare il lavoro intrapreso dal precedente consiglio nazionale e da Emmanuelle Seyboldt, che hanno preso queste problematiche così a cuore. Anche quest’anno è stato realizzato un lavoro importante, e spero che continui», sottolinea Mireille Bidet, delegata della regione Centro-Alpi-Rodano.

 

Altri sinodi

 

Il sinodo dell’Unione nazionale delle Chiese protestanti riformate evangeliche di Francia (Unepref) si è tenuto a Berre (Bouches-du-Rhône) dall’8 al 10 maggio. Da un anno, l’Unione lavora a una dinamica missionaria, con l’obiettivo di «continuare ad essere chiese riformate evangeliche aperte a tutti, alla ricerca dell’edificazione del popolo di Dio e alimentando la comunione fraterna; ma anche per diventare chiese di testimoni, per coloro che non sono ancora nella Chiesa». Il sinodo ha votato i suoi assi di sviluppo per i prossimi dieci anni: formare e accompagnare i responsabili delle chiese, rivitalizzare e impiantare le Chiese e sviluppare una cultura del discepolato (apprendimento) e della trasmissione della fede. Ha anche avviato i lavori preparatori della convenzione che si svolgerà dal 25 al 28 maggio 2028 per i 90 anni dell’Unepref.

 

La Federazione delle Chiese evangeliche battiste di Francia (Feebf) ha tenuto il suo congresso a Caen dal 14 al 16 maggio sul tema “Sono con te: dipendere da Dio per avanzare”, ispirato a Matteo 28. Il lavoro di rinnovamento della visione della Federazione battista, intrapreso a partire dal 2022, è stato continuato. Tra i quattro assi strategici scelti per i prossimi anni, uno riguarda la gioventù mentre un altro mira ad accogliere la diversità (etnica, generazionale, espressioni di fede) nella Chiesa e lo sviluppo di una cultura missionaria nella Federazione. 

 

 

Foto: Il pastore Christian Baccuet, presidente del consiglio nazionale della Chiesa protestante unita di Francia, durante il sinodo