La Bibbia: non basta più stampare
Il racconto della grande conferenza dei rappresentanti delle società bibliche di tutto il mondo
Circa 300 rappresentanti delle Società bibliche di tutto il mondo si sono riuniti a Jakarta (Indonesia) dal 7 all’11 maggio 2026 per una conferenza sul tema «Un’eredità di scopo, un futuro di possibilità» per celebrare gli 80 anni dell’Alleanza biblica universale (ABU – in inglese United Bible Societies, UBS). La conferenza si è aperta con i saluti della pastora Henriette Hutabarat-Lebang, presidente della Società biblica indonesiana e co-presidente del Consiglio ecumenico delle chiese, che ha sottolineato come, in un paese che ha una lingua nazionale – il bahasa, una variante standard del malese – e oltre 700 lingue locali, esiste un’unica traduzione ecumenica della Bibbia nella lingua nazionale, approvata e usata da tutte le chiese; eppure la Società biblica continua instancabilmente a tradurre le Sacre Scritture nelle lingue locali (finora solo un centinaio di esse dispongono di una traduzione totale o parziale); la Bibbia, insomma, come segno di quella «unità nella diversità» (e non in una uniformità imposta dall’alto) che caratterizza l’autentica unità cristiana.
La prima relazione della conferenza, tenuta da Steve Berneking, direttore del settore dell’Alleanza biblica dedicato a «Uditorio mirato e ministero integrato», ha dato il tono all’intero incontro. Per parafrasare il titolo di un film cileno degli anni ’70, «Non basta più pregare», che raccontava il passaggio di un prete dalla religione tradizionale all’impegno rivoluzionario, oggi per le società bibliche potremmo dire: “Non basta più stampare”. Non è possibile, cioè, limitarci a stampare la Bibbia ma occorre una rivoluzione, un nuovo approccio «multimodale», con un «ministero integrato» che proponga, accanto alla Bibbia di carta, anche altre modalità di trasmissione: prima fra tutte quella digitale, attraverso la creazione «app bibliche» per cellulari e computer, senza dimenticare la modalità originaria, che è quella orale: la Bibbia memorizzata e narrata, letta ad alta voce. Fino alla Bibbia in formato visuale: in video (con parola, immagini e musica) oppure raccontata attraverso la lingua dei segni, o ancora illustrata attraverso diversi approcci artistici. Senza dimenticare l’importanza di podurre «Bibbie da studio», con commenti e introduzioni adatti a specifici gruppi di uditori: giovani, donne, persone con disturbi specifici dell’apprendimento e così via.
L’ultima giornata della conferenza mondiale delle Società bibliche è stata dedicata al futuro della traduzione biblica. La pastora Brigitte Rabarijaona, del Madagascar, si è chiesta: in un mondo sempre più multilingue, in cui molte persone parlano più di una lingua, c’è davvero bisogno di tradurre la Bibbia in tutte le lingue locali, anche quelle che magari hanno solo poche migliaia di madrelingua? La risposta è senz’altro sì, perché la Parola di Dio deve raggiungere al cuore ogni persona e quindi essere disponibile nella lingua materna di tutte e tutti. «Quando la Bibbia si ascolta nella propria lingua – ha detto Annelisse Palma della Società biblica del Guatemala – cessa di essere il messaggio di un Dio straniero». Parlando dello sviluppo di traduzioni bibliche attraverso il linguaggio dei segni, lo statunitense Marlon Winedt ha affermato che si tratta anzitutto di una questione di giustizia verso la «comunità sorda», ma non solo: a sua volta la comunità sorda ci aiuta a liberarci dal monopolio dell’ascolto, ci ricorda che non siamo persone prive di corpo, ci aiuta a riscoprire l’importanza di visualizzare la Parola di Dio, come testimonia la Bibbia stessa con la domanda divina rivolta ai profeti Geremia e Amos: «Che cosa vedi»? In tal modo la comunità sorda ci aiuta a scoprire nuove forme di comunicazione, a vivere la Bibbia non in bianco e nero ma in una ricchezza multicolore.
La rubrica «Il cammino verso l’unità» a cura di Luca Maria Negro è andata in onda domenica 17 maggio durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it