Scherzi della memoria. Poeta in terra occitana
La rubrica di Riforma. Storia e fede in un appuntamento mensile
Il 16 aprile 1677 la ventenne Suzanne (Suzon) de Terson sposa a Puylaurens, paesino occitano a maggioranza protestante, il pastore trentasettenne Élie Rivals. Precoce nella lettura e nella scrittura, de Terson frequenta, sulle orme del padre e dello zio, l’Accademia di Castres, circolo letterario dove protestanti e cattolici si dilettavano a comporre poesia galante di ispirazione arcadica. A quindici anni compone il suo primo madrigale in lingua occitana. Scrive soprattutto poesie d’amore, in cui non mancano toni ironici e scanzonati, accenni al piacere e al desiderio.
Non era molto frequente all’epoca che le donne prendessero parola poetica in prima persona. Gradualmente il suo stile cambia: abbandonate «le muse pulzelle», comincia a scrivere in francese, con toni più seri. Dopo le nozze, canta le bellezze dell’amore coniugale, la dolcezza di «amare ed essere amata senza arrossire» e il fascino dei «piaceri permessi».
Sono anni difficili: Luigi XIV prepara gradualmente, una vessazione dopo l’altra, la revoca dell’Editto di Nantes. Suzon è tormentata: ama troppo suo marito Élie per accettare che egli sacrifichi la vita, e chiede a Dio di sovvenire alla propria fede debole. Consumata da una malattia inesorabile, Suzon de Terson muore a soli ventotto anni. Nella sua ultima ballata scrive: «Fonte di carità, gran Dio, la cui tenerezza/ Dai nostri più grandi mali ricava il bene/ Che la tua virtù sostenga la mia debolezza». Rivals fugge ad Amsterdam con la suocera, il figlio e il cognato.
Mai pubblicate in vita, le ottantuno poesie di Suzon de Terson (di cui quindici in occitano) vengono ricopiate da tale Louis Pons, scrivano del tribunale, e riscoperte, per caso, solo nel 1920, quando il letterato Antonin Perbosc acquista il manoscritto in una libreria di Montauban. Passata dalle cure di diversi studiosi, solo nel 1968 l’opera di Suzon de Terson arriva al pubblico e acquista il posto che si merita nella letteratura francese del Seicento.