Perseverare nella testimonianza

L’incontro annuale dell’area europea della Comunione mondiale di chiese riformate

 

Dal 4 al 6 giugno si è svolto, a Oradea (Romania), l’incontro annuale dell’area europea della Comunione mondiale di chiese riformate (WCRC). La maggioranza dei partecipanti ha affrontato viaggi lunghi e complessi per poter condividere un tempo di valutazione dell’assemblea generale dello scorso autunno (Chiang Mai, 12-23 ottobre 2025) e di discernimento sulle sfide che attendono le chiese presbiteriane, riformate, in Europa. Abbiamo avuto il privilegio di poter incontrare la Chiesa riformata della Transilvania, il distretto occidentale della Chiesa riformata della Romania che, come buona parte delle chiese riformate est europee, parla ungherese. È stato un tempo benedetto in cui confrontarsi su temi quali la perseveranza della testimonianza cristiana in Europa con un intervento introduttivo del vescovo della Chiesa ospitante Bogdan Szabokan János che ci ha offerto una prospettiva est europea che ricerca la libertà dal mondo, tenendo lo sguardo su Cristo, fondamento di ogni teologia cristiana. Tenendo lo sguardo su Cristo, infatti, non c’è secolarizzazione, frammentarietà, timore che ci possa separare dall’amore di Dio in Cristo Gesù. E lo sanno bene le chiese che hanno vissuto la dittatura comunista, la confisca dei beni e che ancora oggi, dopo quasi quarant’anni, fanno ancora fatica ad avere i loro spazi; spesso li devono prendere in affitto dallo Stato per poterli utilizzare per le attività diaconali e per garantire servizi di assistenza sanitaria, alimentare ed educativa di base al posto dello Stato romeno. Il vescovo ci ha ricordato che la perseveranza è un dono, non un compito, e che quindi non dobbiamo lasciarci vincere dalla stanchezza, dalla fatica perché è Cristo che ci offre la perseveranza anche della sua testimonianza. 

 

In questa prospettiva il segretario esecutivo della WCRC Philip Peacock ha introdotto il piano strategico per i prossimi tre anni di lavoro della Comunione, un testo programmatico che offre diversi spunti su cui lavorare tra i quali: l’incoraggiamento a continuare la riflessione teologica su una teologia dell’alleanza, l’incarnazione della giustizia per i popoli e per il pianeta con una rinnovata attenzione a tematiche di genere e lotta al razzismo, la discriminazione delle persone con disabilità, il nazionalismo. L’area europea ha discusso l’idea di lavorare nel futuro prossimo sulla teologia del patto costruendo un forum con giovani delle chiese europee per lasciarsi mettere in discussione e aprire anche un dialogo intergenerazionale. Collegato a ciò è stato ricordato alle chiese membro della WCRC che sarà rinnovato il progetto del Global Institut of Theology, con possibilità di inviare studenti di teologia per poter formare anche le nuove generazioni alla visione globale e post coloniale della chiesa di Cristo, e al tempo stesso offrire linfa intergenerazionale alla Comunione tutta. 

 

Un tempo particolarmente prezioso è stata la serata di giovedì in cui abbiamo avuto un tempo di preghiera per il mondo con testimonianze del vescovo della Chiesa riformata di Ucraina che ci ha invitato a continuare a pregare per la pace ricordandoci che l’80% degli ucraini chiede disperatamente il cessate il fuoco. Rilevante anche il gruppo di donne di diversi territori di guerra che si sono incontrate in una sorta di campo dal titolo Unheard voices, voci preziose che mostrano tenacia e solidarietà, oltre a una profonda fede che fa riecheggiare preghiere dal Libano all’Ucraina, dalla Siria all’Armenia, dalla Germania alla Romania, dalla Polonia alla Repubblica Ceca, tenendo insieme donne di diversi fronti di guerre presenti e passate in una catena solidale di cura reciproca. Questo spirito di preghiera ci ha permesso di condividere preoccupazioni e nutrire visioni di speranza nella riconciliazione possibile anche in questo nostro mondo così violento. 

Condivido con voi il dono che ho ricevuto, di poter conoscere chiese riformate in un panorama, quello dei paesi post comunisti dell’est Europa, a volte sorprendentemente diverso dal nostro immaginario di chiese secolarizzate, a volte più preoccupate dei numeri che dei contenuti della nostra missione. 

 

Da www.chiesavaldese.org