Essere testimoni della signoria di Gesù Cristo

Un giorno una parola – commento a Filippesi 2, 11

 

 

Io ti celebrerò nella grande assemblea, ti loderò in mezzo a un popolo numeroso

Salmo 35, 18

 

 

Ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre

Filippesi 2, 11

 

 

Il versetto odierno è la conclusione dell’appassionata esortazione dell’apostolo Paolo ai cristiani e alle cristiane della Chiesa di Filippi, perché abbiano circa l’amore fraterno, quanto è scritto nei versetti precedenti: “lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio… spogliò se stesso prendendo forma di servo” (vv. 5-7). Gesù per amore ha subito la condanna a morte sulla croce; tuttavia, dall’abbassamento dell’infamante esecuzione è stato innalzato alla gloria divina.

 

Gesù è stato riscattato e glorificato, ritrovando la divinità che per amore non aveva usato a proprio vantaggio. In Cristo abbiamo ottenuto l’avvenire e la vita nella comunione con Dio.

Nella storia degli esseri umani conosciamo la morte e la distruzione procurata dalla violenza dei potenti che sacrificano le vite di uomini e donne in guerre che sono lo strumento malvagio per espandere il loro potere. La prepotenza umana produce violenza e sofferenza ma Gesù Cristo

ha agito secondo la logica dell’amore: si è abbassato per il nostro innalzamento. Per questo criterio di fraternità radicale egli non è più servo ma Signore. Perciò è degno di gloria e noi possiamo riconoscerlo quale unico Signore e lodarlo, esprimendo la nostra fede in lui.

 

L’apostolo Paolo ricorda le espressioni bibliche di lode a Dio e afferma che Gesù Cristo sarà Signore per ogni tempo, quindi egli sarà colui sul quale riponiamo ogni dimensione di fede, speranza e amore.

Ogni creatura è invitata ad affidarsi al Signore, perché egli ha liberato il mondo dal male e dalla morte. L’opera di Gesù è servizio all’umanità nel senso di diaconia, di amore. Cristiani e cristiane sono i testimoni operosi della signoria di Gesù Cristo.

Nella Lettera a Diogneto, opera cristiana del II secolo, è scritto: “I cristiani sono nel mondo come l’anima nel corpo”. È un ruolo che ci interpella ogni giorno e in ogni tempo. Amen.