Esaminare la nostra coerenza

Un giorno una parola – commento a Giacomo 2, 15-16

 

 

Io so che il Signore difenderà la causa dell’afflitto e renderà giustizia ai poveri

Salmo 140, 12

 

 

Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve?

Giacomo 2, 15-16

 

Per noi esseri umani, che spesso aspiriamo al bene senza riuscire sempre ad agire di conseguenza, la coerenza rappresenta una delle sfide più grandi. Quando ascoltiamo la Scrittura e accogliamo la fede, siamo portati a pensare, e talvolta anche a dichiarare, che desideriamo seguire l’insegnamento di Cristo, impegnandoci ad amare il prossimo come noi stessi. Tuttavia, emergono subito alcune domande: sappiamo davvero come mettere in pratica questo insegnamento? E se ne siamo consapevoli, riusciamo veramente a farlo?

 

Prima di tutto, il comandamento di amare gli altri come noi stessi, ci pone la domanda: amiamo noi stessi come siamo invitati a farlo? Trattiamo il corpo come tempio dello Spirito, riconoscendo in noi l’amore incondizionato di Dio, che ci ha amati per primo? Oppure consideriamo la nostra fede uno dei tanti aspetti, e a volte anche obblighi, della nostra vita, così affaccendata tra mille cose di cui occuparci? La risposta a tutte queste domande si traduce in un invito a riflettere e ad esaminare attentamente la nostra coerenza e l’integrità personale. Amare gli altri comporta il servizio, l’impegno e la condivisione verso il prossimo. Le dichiarazioni di altruismo acquistano valore soltanto quando si è effettivamente disposti a dedicarsi agli altri.

 

Oggi si discute molto di come la fede venga vissuta come un “percorso spirituale laterale” (spiritual bypassing), ovvero un elemento aggiuntivo che ci regala serenità, uno scopo, una comunità accogliente e stabilità in un mondo caotico. Questo aspetto non è certamente negativo; anzi, dovremmo essere riconoscenti per aver trovato un punto fermo nei momenti difficili. Tuttavia, questa gratitudine porta con sé una domanda importante: quanto mettiamo davvero in pratica ciò in cui crediamo? Amare il prossimo spesso non è qualcosa di appariscente o piacevole; consiste piuttosto in gesti semplici, come prendersi cura degli ultimi e degli emarginati, compiendo atti umili e concreti che fanno la differenza. In definitiva, la nostra fede si manifesta attraverso la nostra integrità. Amen.