Marmolada 03.07.22
Una riflessione sull’ambiente montano tramite un film
Negli ultimi mesi la montagna è tornata spesso a far parlare di sé, per i numerosi incidenti avvenuti in ambiente innevato, con valanghe che sono cadute in molti settori delle Alpi causando decine di vittime, quasi quaranta parlando del solo versante italiano, con numeri in grande crescita. L’imprevedibilità di alcuni distacchi, il cambiamento climatico che ha modificato le precipitazioni e un diffuso aumento della frequentazione della montagna anche in inverno ci pone di fronte a importanti questioni. Il Soccorso Alpino da tempo cerca di trasmettere messaggi che invitano tutti e tutte ad andare in montagna con prudenza e informandosi da persone competenti. È esemplificativa la scelta, responsabile, del Rifugio Jervis, in alta val Pellice, che ha chiuso i battenti quando le condizioni di accesso non erano più che sicure: una scelta che ha portato a un danno economico notevole (come la chiusura per Capodanno) per il presidio montano ma ha dimostrato un’attenzione un rispetto verso l’ambiente e le persone notevole.
Di tenore diverso ma con lo stesso protagonista (montagna e neve) venerdì sera, 17 aprile alle 21 presso il Teatro del Forte a Torre Pellice, nell’ambito della rassegna «InTantoCinema» organizzata dal circolo artistico Fapiù, con la collaborazione del Cai Uget Val Pellice e il Soccorso Alpino Val Pellice, verrà proiettato il film Marmolada 03.07.22 di Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon (Italia, 2023, 73’).
Si torna quindi a parlare di montagna e di un contesto molto delicato dove l’essere umano dovrebbe ricordarsi sempre di essere ospite.
Il filmato, attraverso interviste, materiale di repertorio inedito e nuove riprese ricostruisce la tragedia del crollo di un’ampia porzione di ghiaccio sul versante nord della Marmolada. In un unico linguaggio i registi sottolineano l’impotenza dell’uomo di fronte alla forza della natura senza dimenticare chi quel giorno perse la vita e tutti coloro che si prodigarono per aiutare e recuperare sopravvissuti e non.