Tradurre il dialogo interreligioso in pratica tangibile

Riunito a Roma il comitato direttivo della Piattaforma interreligiosa per il dialogo e la cooperazione nel mondo arabo

 

L’8 e il 9 settembre, importanti leader cristiani e musulmani, responsabili politici e operatori impegnati nella costruzione della pace provenienti da tutta la regione araba si sono riuniti a Roma per la riunione del Comitato direttivo 2026 della Piattaforma interreligiosa per il dialogo e la cooperazione nel mondo arabo,  (IPDC), con il supporto di KAICIID, organizzazione intergovernativa internazionale che lavora per favorire il dialogo interreligioso e interculturale, e in collaborazione con COREIS, la Comunità religiosa islamica italiana. 

 

La sessione iniziale è stata aperta da Emmanuel, metropolita anziano di Calcedonia e presidente del Consiglio di amministrazione del KAICIID, e dall’imam Yahya Pallavicini, presidente dell’European Muslim Leaders e vicepresidente di COREIS. Un intervento del cardinale George Jacob Koovakad, prefetto  vaticano del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, è stato letto a suo nome da padre Laurent Basanese, capo ufficio presso il Dicastero e membro del Consiglio di Amministrazione di KAICIID.

 

Nel suo discorso di apertura, il metropolita Emmanuel ha osservato che il mondo arabo è dilaniato.  «Ciò a cui stiamo assistendo costituisce una profonda, quasi totale emorragia spirituale, che va oltre l’ovvia crisi geopolitica», ha affermato.  “«E noi qui, protetti dalla distanza e dalla sicurezza delle nostre istituzioni, siamo chiamati a parlare di dialogo».

Nell’ambito religioso, ha osservato il Metropolita Emmanuel, ci siamo abituati da secoli a enfatizzare la differenza.  «Costruire muri dogmatici e barricarci dietro l’esclusività della nostra verità, coltivando, seppur talvolta inavvertitamente, la certezza di una supremazia che inevitabilmente conduce alla rottura», ha affermato.

 

Leader religiosi musulmani e cristiani provenienti da tutta la regione araba hanno individuato priorità concrete per la futura cooperazione in materia di prevenzione dei conflitti, Siria, dialogo intra-musulmano, incitamento all’odio e crescente influenza dei social media e dell’intelligenza artificiale.

Le discussioni si sono svolte in un momento cruciale per la regione e hanno esaminato il futuro del dialogo interreligioso e intrareligioso in un contesto di transizione politica, conflitto e crescenti divisioni sociali. L’ordine del giorno prevedeva una valutazione dell’attuale situazione politica, sociale e interreligiosa nella regione, una discussione specifica sulla Siria e sul dialogo intra-musulmano, compresi gli esiti delle consultazioni di Erbil e del Libano, e la proposta di iniziative congiunte in Siria, Iraq e Libano. 

 

La responsabilità dei leader religiosi nel confrontarsi attivamente con le forme contemporanee di polarizzazione è stata anche un tema centrale dell’intervento di padre Laurent Basanese: «La credibilità del dialogo interreligioso dipende sempre più dalla nostra capacità di tradurre le buone intenzioni in iniziative sostenibili con conseguenze tangibili per le comunità».

Le osservazioni hanno evidenziato in particolare i rischi derivanti dall’amplificazione dell’incitamento all’odio attraverso i media digitali, e hanno sollecitato un impegno costante nelle scuole, nelle università, nelle comunità religiose, nei media e nelle piattaforme digitali, soprattutto tra le giovani generazioni.

 

La delegazione ha inoltre partecipato a un’udienza privata con papa Leone XIV il 9 settembre. 

 

Foto: Albin Hillert/WCC