Per una giustizia climatica

Il Consiglio ecumenico delle chiese ha guidato alcuni workshop sulla giustizia climatica all’Assemblea dell’Ecen, il network europeo cristiano per l’ambiente

 

Il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha guidato alcuni workshop durante l’Assemblea dell’European Christian Environmental Network (Ecen), la rete cristiana europea per l’ambiente con sede a Bruxelles, in Belgio, svoltasi dal 29 agosto al 2 settembre. 

Le sessioni si sono concentrate sul Decennio ecumenico di azione per la giustizia climatica (2025-2034),  l’impegno decennale del Cec avviato nel 2025.

 

Il pastore Henrik Grape, consulente esperto del Consiglio Ecumenico delle Chiese (Cec) per la cura del Creato – la sostenibilità e la giustizia climatica, ha chiesto ai circa cinquanta partecipanti (provenienti da chiese di tutta Europa) quale significato dovesse assumere questo decennio per le loro comunità e per i loro paesi.

Grape, ha dichiarato: “Le chiese e le comunità di fede europee hanno una lunga storia d’impegno a favore della giustizia climatica e oggi tale impegno è più urgente che mai. Gli incendi, le siccità, le ondate di calore e la conseguente mortalità in eccesso registrata in tutto il continente negli ultimi mesi hanno reso evidente la gravità della situazione. L’inerzia nell’agire e il modo in cui questi eventi vengono raccontati, senza alcun riferimento al cambiamento climatico, impongono alle chiese la responsabilità di farsi avanti: di esercitare un ruolo profetico, laddove essere profetici significa dire la verità a chi detiene il potere. Spero che le chiese europee assumano un ruolo di primo piano durante il Decennio della Giustizia Climatica”.

 

L’Ecen è nata in seno alla Conferenza delle chiese europee (Kek) come piattaforma dedicata alle questioni ambientali; oggi opera in modo autonomo, perseguendo i medesimi obiettivi in ​​sinergia con il programma del Consiglio ecumenico delle chiese per la giustizia climatica. 

Quella svoltasi presso il Centro di formazione francescano “Maison Notre-Dame du Chant d’Oiseau” a Bruxelles è stata la prima assemblea organizzata secondo questa nuova struttura.

Nel corso dei workshop, i partecipanti hanno chiesto di radicare il decennio nelle comunità ecclesiali attraverso la riflessione teologica e la condivisione di testimonianze sugli impatti climatici a livello globale, affiancando a ciò indicazioni pratiche per le comunità e i singoli, nonché una più stretta collaborazione con partner della società civile, incluse azioni di sensibilizzazione presso le istituzioni dell’Ue.

 

Alcuni partecipanti hanno inoltre espresso preoccupazione per il fatto che certe chiese europee stiano allentando il proprio impegno a favore del clima, e mentre la crescente spesa militare stia spingendo in secondo piano l’agenda ecologica. 

In questo contesto, è stato individuato un tema guida per il decennio: “Pace in terra e pace con la terra”.

L’assemblea si è conclusa proprio mentre le chiese mondiali entra nel periodo dedicato al Tempo del Creato (1° settembre – 4 ottobre), che quest’anno ha come tema: “Acqua viva”.