Le scuole cristiane di Gerusalemme sollecitano il ritorno degli studenti

Il Consiglio ecumenico delle chiese: «Chiediamo che gli insegnanti ottengano i permessi necessari e che a nessuno venga impedito l’accesso alla Città Santa»

 

In una dichiarazione, le scuole cristiane di Gerusalemme hanno sollecitato il rinnovo dei permessi per insegnanti e personale scolastico, affinché gli studenti possano frequentare le lezioni in sicurezza.

 

«Per centinaia di anni, le scuole cristiane di Gerusalemme hanno portato avanti una missione educativa, formativa e umanitaria profondamente radicata, diventando parte integrante dell’identità della città e del suo tessuto culturale e sociale», si legge nella dichiarazione. «Nel corso della loro storia, le nostre scuole si sono impegnate a fornire un’istruzione di qualità ed eccellenza, e a formare generazioni fondate sulla conoscenza, sui valori, sul senso di appartenenza e sulla responsabilità».

 

Mentre le scuole si preparavano ad aprire il nuovo anno accademico 2026-2027, i permessi di ingresso per oltre 70 insegnanti e membri del personale non sono stati rinnovati.  «Ciò è avvenuto improvvisamente e senza preavviso, impedendo loro di raggiungere le rispettive scuole e compromettendo direttamente la preparazione degli istituti all’inizio dell’anno scolastico», si legge nel testo.  «L’assenza di un numero così elevato di membri del personale incide su diversi aspetti della vita scolastica, tra cui i servizi didattici, amministrativi e sanitari, oltre ai servizi di pulizia e alle procedure di sicurezza».

 

Ciò rende impossibile garantire un inizio sicuro e stabile per gli studenti, si legge nella dichiarazione. «Pur riaffermando il nostro pieno impegno a favore del diritto all’istruzione dei nostri studenti, sottolineiamo anche l’importanza della missione educativa e formativa svolta dalle nostre scuole, che costituisce parte essenziale della nostra identità, cultura e presenza nella città di Gerusalemme. Il ripetersi di tali misure destabilizza le nostre scuole, ostacola la loro capacità di adempiere alla propria missione e ha ripercussioni negative sugli studenti, le loro famiglie, il personale docente e la società nel suo complesso».

 

Il pastore Jerry Pillay, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese, ha osservato che le scuole cristiane, soprattutto a Gerusalemme, sono state per decenni un faro di ricca cultura e istruzione, alcune da oltre 100 anni. 

«Constatiamo che  le barriere di separazione e il sistema di permessi imposti dalle autorità israeliane, che limitano l’ingresso dei palestinesi della Cisgiordania a Gerusalemme, sono stati applicati in modo molto rigido dopo il 7 ottobre 2023. E negli ultimi due anni non sono stati rilasciati permessi», ha affermato Pillay.  «Recentemente, questo sistema ha bloccato anche gli insegnanti, oltre a centinaia di migliaia di lavoratori in altri settori».

 

Il Consiglio ecumenico delle chiese guarda a questo atto con grande preoccupazione, dato che l’anno scolastico è iniziato il 1° settembre.  «Impedire agli alunni di esercitare il loro diritto all’istruzione, impedendo agli insegnanti di accedere alle scuole a causa del sistema di permessi israeliano, costituisce una violazione dei diritti umani», ha affermato Pillay.  «Mettiamo in discussione la logica di tali limitazioni imposte agli insegnanti e la violazione dei diritti umani da parte del governo israeliano. Chiediamo che gli insegnanti ottengano i permessi necessari e che a nessuno venga impedito l’accesso alla Città Santa». 

 

 

Foto: Albin Hillert/WCC