Fondamentalismo religioso e politica negli Usa

Rigore scientifico e leggibilità nel libro di Paolo Naso che colma una lacuna nella cultura italiana in materia

 

Il libro di Paolo Naso Dio benedica l’America. Il Fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump può sembrare a prima vista una astuta operazione giornalistica: è uscito infatti nelle settimane in cui gli Stati Uniti attaccavano l’Iran, suscitando il plauso e le benedizioni di buona parte di questa galassia cristiana trattata nelle sue pagine. Tuttavia, il lavoro di Naso è ben lontano dall’essere un instant book: al contrario, è il risultato di un lungo e approfondito studio.

Dio benedica l’America viene a colmare un vuoto importante nel dibattito pubblico italiano, e non solo: costituisce infatti una risorsa importante per un ampio ventaglio di discipline accademiche, dalla sociologia alla scienza politica. A rendere il testo di Naso del tutto unico è però il solido impianto di conoscenze teologiche ed ecclesiologiche che sostiene la sua argomentazione: in effetti, nel contesto italiano, sono ben poche le voci che potevano mettere in gioco registri disciplinari così diversi.

 

Per quanto riguarda il primo aspetto, le ragioni per cui questo è un libro importante sono evidenti. È infatti ben noto come L’Italia sia un paese religiosamente analfabeta. La cultura biblico-teologica non è certo patrimonio comune (in generale, la si considera “roba da preti”, e/o suore), e meno ancora lo è la conoscenza di qualsiasi cristianesimo “altro” dalla confessione dominante. Ugualmente ben noto è che gli Stati Uniti d’America siano un paese dove la religion ha invece sempre avuto un ruolo importante. Non ci si deve quindi sorprendere che molte delle vicende politiche americane restino sostanzialmente opache per il pubblico italiano, incapace di cogliere non solo vocabolario e simboli di origine teologica. A un livello più profondo, il dibattito pubblico italiano, abituato a considerare la religione più o meno nei termini di un instrumentum regni, stenta a prendere sul serio le motivazioni autenticamente religiose che stanno dietro molte vicende politiche americane.

 

Questo libro è pertanto uno strumento imprescindibile per capire l’America di oggi; riesce infatti a spiegare anche quelle derive che a uno sguardo italiano, o anche europeo, restano spesso quasi indecifrabili; la conoscenza profonda che il suo autore ha del protestantesimo americano in tutti i suoi aspetti lo rende particolarmente raccomandabile proprio a un pubblico non protestante. Tutto questo, con lo stile accattivante a cui Naso ci ha abituato da sempre: non si tratta di un laterizio indigeribile, ma di un testo brillante, elegante e accattivante.

 

Queste caratteristiche non vanno tuttavia a scapito del rigore scientifico. Molto probabilmente, l’attenzione di chi legge viene immediatamente calamitata dagli ultimi tre capitoli, che coprono grosso modo l’arco di tempo che va dalla fine degli anni Settanta fino al presente. In questa sezione, Naso ricostruisce il punto di svolta, ovvero il processo di “politicizzazione” di un cristianesimo fondamentalista che fino ad allora si era invece concentrato su una dimensione esclusivamente spirituale. Le ultime pagine danno invece un quadro esaustivo della complessa galassia del fondamentalismo cristiano attuale. L’interesse di questa parte del libro è autoevidente: si tratta di una vera e propria guida in un intreccio altrimenti difficilmente ricostruibile di temi e di attori, dal sionismo cristiano al Prosperity gospel e al millenarismo posticcio: un sussidio, lo ripetiamo, del tutto imprescindibile per capire la politica americana di oggi.

 

Tuttavia, estremamente rilevanti sono i primi due capitoli, nei quali Naso ricostruisce le origini più distanti del fondamentalismo cristiano, a partire dalla reazione alla teologia liberale fino agli sviluppi all’epoca della Grande Depressione; particolarmente interessante è anche il parallelismo con la vicenda del Social Gospel. Una caratteristica lega tutto il volume: la capacità di mettere in relazione le trasformazioni del cristianesimo con il più ampio sfondo della storia politica e sociale degli Stati Uniti, tenendo in considerazione dimensioni quali le dinamiche di classe e di razza.

 

Last but not least, questo è un libro importante anche e soprattutto per il mondo lato sensu evangelico, in Italia e non solo. Ci ricorda quanto sia urgente contrastare le così facili – e fortunate – operazioni di appropriazione della parola del Signore per l’una o l’altra agenda politica. Questo compito riguarda in primo luogo le chiese protestanti, il terreno dal quale si è sviluppato il cristianesimo fondamentalista che oggi benedice Trump, ed evidentemente non può essere delegato ad altri. Nemmeno il piccolo mondo del protestantesimo italiano è del tutto immune da alcune delle derive descritte da Naso: basti pensare al fatto che il Prosperity Gospel, portato in Asia e in Africa dalle missioni americane, approda da noi sulle ali dei flussi migratori. Per tutte queste ragioni il libro di Paolo Naso si pone come uno strumento importante non solo per il lavoro culturale delle nostre chiese, ma più in generale per la loro opera di testimonianza all’Evangelo.

 

P. Naso, Dio benedica l’America. Il Fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump. Torino, Claudiana, 2026, pp. 256, euro 21,00.