Imparare la fiducia nel tempo delle differenze

EMUNA, percorso di formazione al dialogo ecumenico

 

EMUNA è un percorso annuale di alta formazione accademica al dialogo interreligioso e interculturale che si articola in 17 incontri seminariali, nella cornice dell’Università Luiss e dei luoghi delle diverse fedi che abitano la città di Roma: dalla Grande Moschea al tempio ebraico, dai centri buddhisti alla Facoltà valdese di Teologia, ad altri luoghi significativi delle tradizioni cristiane.

Ma EMUNA è soprattutto la realizzazione di un’intuizione semplice e al tempo stesso ambiziosa: l’incontro tra persone appartenenti a diverse tradizioni religiose, insieme a non credenti e laici portatori di differenti visioni del mondo, può diventare un pellegrinaggio di pace. Questa intuizione prende forma in un percorso europeo nel quale ebrei, cristiani, musulmani, buddhisti e persone provenienti da altre esperienze culturali imparano non solo a conoscere le reciproche tradizioni, ma soprattutto a costruire fiducia. Perché il dialogo non nasce cancellando le differenze, ma imparando ad attraversarle insieme.

 

Quando la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia mi ha offerto la possibilità di partecipare al percorso EMUNA, ho accolto l’invito con entusiasmo. Pensavo che sarebbe stata soprattutto un’occasione preziosa per approfondire la conoscenza delle diverse tradizioni religiose: comprendere meglio l’ebraismo, l’islam, il buddhismo, il cattolicesimo e le altre confessioni cristiane. Dopo un anno di formazione, lezioni, visite, dialoghi e lavori condivisi, mi sono accorto però di una cosa inattesa, forse non ho ancora imparato abbastanza su ciò che gli altri credono, ma ho imparato qualcosa di molto più difficile: come altre persone, diverse da me, guardano il mondo.

Questa possibilità la Fcei continua a offrirla anche attraverso due borse di studio dedicate a chi desidera intraprendere questo cammino di formazione al dialogo interreligioso.

Emuna, parola ebraica che richiama la fiducia, non è infatti soltanto un percorso di alta formazione accademica. Certamente lo è: un programma capace di intrecciare religioni, diritto, economia, scienza, ambiente, intelligenza artificiale, interpretazione dei testi sacri, pace e relazioni internazionali attraverso il contributo di docenti, ricercatori e rappresentanti delle diverse comunità.

 

Ma EMUNA è stata soprattutto un laboratorio umano. Uno spazio nel quale persone appartenenti a tradizioni differenti hanno accettato di condividere tempo, domande, pasti, discussioni e progetti comuni. La scoperta forse più importante è stata comprendere che il dialogo interreligioso non è il luogo in cui le differenze scompaiono. Al contrario: è proprio il luogo in cui emergono. Portare nella stessa stanza memorie, linguaggi, sensibilità e appartenenze diverse significa inevitabilmente incontrare anche incomprensioni e fatiche. Il dialogo autentico non nasce quando tutto è già armonico, ma quando si sceglie di restare anche davanti alle fatiche della differenza e della diffidenza.

In questo senso EMUNA insegna qualcosa di essenziale: la pace non è assenza di conflitto, ma capacità di abitare il conflitto senza trasformare l’altro in un nemico. Restare, continuare ad ascoltare, riconoscere dietro un’appartenenza religiosa una persona e un possibile costruttore di pace è già un risultato.

 

Emuna è una modalità per fare i conti con la realtà, con la complessità dell’organizzazione, con personalità diverse e divergenti, con aspettative non sempre coincidenti, con equilibri sempre in ricerca, come accade quando identità profonde entrano davvero in relazione. Ma forse proprio in ciò è la sua forza e credibilità, perché in questo spazio si misura il valore della fiducia. Infatti, la scintilla del dialogo non nasce in una stanza chiusa e protetta, dove tutto è semplice; nasce quando persone reali provano a costruire qualcosa insieme.

EMUNA è stata anche l’occasione per stringere nuove amicizie. Perché nessun dialogo vive soltanto nei convegni, nei documenti o nelle dichiarazioni ufficiali. Vive nei volti, nelle pause, nelle conversazioni informali, nelle telefonate lunghissime e a volte infinite, ma piene di risate, vive, dunque, nel momento in cui l’altro smette di essere “il rappresentante” di una religione e diventa una storia da ascoltare.

 

In una società che sempre più spesso misura le persone attraverso l’immagine, la prestazione o il gruppo di appartenenza, EMUNA ricorda una possibilità diversa: imparare a guardare oltre l’apparenza e riconoscere nell’altro, anche quando viene da un mondo lontano dal nostro, un compagno prezioso per costruire la pace.

Perché la fiducia a cui educa Emuna non nasce dal fatto che l’altro è facile da amare, ma dalla scelta di restare proprio perché l’altro rimane altro.

 

 

Inizierà il 5 ottobre il terzo ciclo di «Emuna Italia», seminari di formazione al dialogo interreligioso e interculturale, realizzati da un gruppo interreligioso di “fondatori” e “fondatrici” (cattolici, protestanti, ebrei, musulmani e buddhisti), in collaborazione con l’Università Luiss di Roma. Il programma prevede 16 seminari di un giorno intero, più una festa conclusiva (il 6 giugno 2027), e coinvolgerà circa 30 studenti e 90 relatori e relatrici.

La Federazione delle chiese evangeliche in Italia, nell’ambito della sua Commissione studi, dialogo e integrazione, propone due borse di studio per coprire la retta di partecipazione, per due studenti protestanti. Per informazioni sulle borse scrivere a [email protected] e a [email protected] .

Per il programma dei seminari: leap.luiss.it/it/emuna/