Leader cristiani Usa chiedono i fondi per la salute globale

Oltre 120 fra pastori, teologi, attivisti, scrivono al presidente Trump per esortare a spendere i soldi previsti per i programmi di assistenza sanitaria nel mondo

 

Oltre 120 leader cristiani, musicisti e autori, tra cui evangelici sia conservatori che progressisti, hanno firmato una lettera in cui esortano l’amministrazione del presidente Donald Trump a spendere 1,35 miliardi di dollari destinati a iniziative per la salute globale prima che i fondi possano scadere alla fine del mese.

La lettera, ottenuta dal sito di informazione religiosa Religion News Service, rappresenta un caso insolito in cui importanti leader evangelici, tra cui uno dei consiglieri religiosi del presidente, contestano l’amministrazione e la esortano a cambiare rotta.

 

La lettera, inviata il 18 settembre al capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles e al direttore dell’Ufficio di gestione e bilancio Russell Vought, faceva riferimento al fatto che i fondi di 1,35 miliardi di dollari sono attualmente destinati a contribuire a coprire i costi della “chiusura” dei programmi dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID).

I firmatari desiderano che i fondi vengano utilizzati invece per lo scopo originario previsto, ovvero iniziative per la salute nel mondo, e temono che i fondi possano essere considerati scaduti alla fine del mese.

«Questi programmi di salute globale riflettono il nostro comune impegno morale a proteggere la vita, in particolare quella dei bambini e delle donne in gravidanza», si legge nella lettera. «Condividiamo inoltre l’impegno dell’Amministrazione per una gestione responsabile delle risorse pubbliche. Per decenni, gli investimenti statunitensi nella salute hanno rispecchiato questi principi, salvando vite umane e promuovendo gli interessi americani in tutto il mondo».

 

La lettera, promossa da 2030 Collaborative, un gruppo di consulenza che collabora con organizzazioni di difesa dei diritti, è stata firmata dal pastore Samuel Rodriguez, membro del gruppo di consiglieri evangelici di Trump e a capo della National Hispanic Christian Leadership Conference. Tra gli altri firmatari evangelici di spicco figurano Myal Greene, presidente di World Relief, un’organizzazione umanitaria cristiana evangelica; il pastore Gabriel Salguero, a capo della National Latino Evangelical Coalition; Rick Warren, cofondatore della Saddleback Church di Lake Forest, in California; Russell Moore, teologo di Christianity Today; Amy Grant, nota musicista cristiana; e Charlie Lowell, membro del gruppo musicale cristiano Jars of Clay.

Tra i firmatari figurano anche evangelici di orientamento più progressista (come Shane Claiborne, attivista e cofondatore di Red Letter Christians), importanti pastori afroamericani (come il pastore Walter August Jr., a capo sia della Church at Bethel’s Family di Houston che di un gruppo umanitario affiliato) e leader protestanti tradizionali (la pastora Letitia M. Campbell della Chiesa presbiteriana (USA) e professoressa presso la Candler School of Theology di Emory).

 

Lo stesso vale per i leader cattolici, come Mary Beth Powers del Catholic Medical Mission Board, e per i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, come Emma Adams, una delle leader di Mormon Women for Ethical Government.

La lettera assume un tono conciliante, con i firmatari che affermano di «apprezzare il lavoro che l’Amministrazione sta svolgendo», pur insistendo sul fatto che i fondi in questione – circa 320 milioni di dollari per la salute materno-infantile, 250 milioni di dollari per la prevenzione della malaria e 135 milioni di dollari per la nutrizione – rispondono a un imperativo religioso di «prendere posizione per gli ultimi, i più deboli e i perduti».

 

La lettera fa riferimento al capitolo 25 del Vangelo di Matteo, che, come notano gli autori, include un passo in cui Gesù «ci insegna a prenderci cura degli affamati, degli assetati, degli stranieri, dei nudi, dei malati e dei prigionieri».

«La posta in gioco a livello morale è considerevole», si legge nella lettera.

Secondo Jenny Dyer, responsabile di 2030 Collaborative, la Casa Bianca non ha ancora risposto alla lettera. 

Dyer ha però affermato che 42 leader religiosi, tra cui molti dei firmatari della comunicazione, hanno in programma di incontrare i funzionari della Casa Bianca la prossima settimana in occasione di una “sessione di ascolto” sulla salute globale, ospitata dall’Ufficio per le questioni religiose della Casa Bianca.

 

Funzionari dell’amministrazione Trump, come Russell Vought, hanno negato le accuse secondo cui i tagli ai programmi di aiuto estero avrebbero causato un elevato numero di morti. Tuttavia, secondo indagini condotte da testate come l’Associated Press , i tagli all’USAID sotto l’amministrazione Trump sono stati collegati alla morte di neonati, bambini e donne incinte in paesi come Nepal, Myanmar, Nigeria e Somalia.

 

Quando l’amministrazione Trump annunciò per la prima volta una serie di tagli agli aiuti esteri lo scorso anno, i gruppi evangelici furono tra le numerose organizzazioni religiose che espressero preoccupazione. Alcuni leader evangelici, tra cui membri di organizzazioni rappresentate tra i firmatari della nuova lettera, si riunirono vicino al Campidoglio per una ” Veglia di preghiera per gli aiuti esteri “.

Nonostante i tagli, ad agosto il governo ha annunciato l’intenzione di stanziare quasi 2 miliardi di dollari a favore di organizzazioni cristiane impegnate in attività sanitarie e umanitarie, come World Vision, Compassion International e Samaritan’s Purse.